RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

Referendum, Schlein a Bari: «Magistratura paramafiosa? Nordio offende Falcone e Borsellino. Meloni si dissoci»

Michele De Feudis (foto donato fasano)

Il commento della segreteria del PD all'AncheCinema. Poi una battuta sulla politica estera di Palazzo Chigi: «L’adesione al board per Gaza di Trump è contro la Costituzione e vuole cancellare le Nazioni Unite».

«Chiediamo a Giorgia Meloni di prendere le distanze dal ministro Nordio che ha parlato di sistema “paramafioso” in merito alla magistratura, offendendo la memoria di Borsellino Falcone e Livatino»: la leader del Pd Elly Schlein, a margine dell’incontro promosso dal Pd a Bari per il no, ha attaccato il presidente del Consiglio invitandola a smarcarsi dal Guardasigilli. Poi una battuta sulla politica estera di Palazzo Chigi: «L’adesione al board per Gaza di Trump è contro la Costituzione e vuole cancellare le Nazioni Unite».

Nell’Anchecinema di Bari presenti trecento sostenitori con tutta la classe dirigente dem e il governatore Antonio Decaro.

«Trovo che la sentenza del tribunale di Bari sia molto importante perché per la prima volta stabilisce che CasaPound tenta di ricostruire il dissolto partito fascista, violando la Costituzione e la legge Scelba» ha aggiunto, commentando quanto stabilito dal tribunale del capoluogo pugliese, che ha condannato 12 militanti di CasaPound per riorganizzazione del partito fascista.
«Ora che c'è una sentenza - ha aggiunto - non ci sono più scuse, ci aspettiamo che il governo faccia quello che gli chiediamo da tempo, cioè di sciogliere CasaPound e le organizzazioni neofasciste»

Schlein, prima dell'appuntamento all'AncheCinema, è intervenuta anche in piazza Umberto dove è in corso la manifestazione per contestare la modifica dell’articolo 609 bis del codice penale. «Per noi il ddl Bongiorno è semplicemente irricevibile, è un passo indietro nella tutela delle donne. Avevamo fatto un accordo, avevamo approvato all’unanimità una legge che introduce finalmente il consenso come da convenzione di Istanbul, una legge che dice che solo sì è sì e senza consenso è stupro, è violenza».

Con Schlein presenti anche il capogruppo Dem al Senato, Francesco Boccia e il sindaco di Bari, Vito Leccese. «L'utilità di quella legge - ha aggiunto - era fare questa innovazione, mettere il principio del consenso dentro alla legge italiana per sostenere le donne. Invece hanno tolto il consenso dalla legge, l’hanno cambiata in dissenso, non è la stessa cosa. Si rischia di mettere un carico ulteriore sulle spalle delle donne e delle vittime per cui noi ci batteremo duramente». «È davvero è davvero grave - ha detto - che Giorgia Meloni non sia stata all’accordo che era stato preso. Io chiedo a lei a tutto il centrodestra di tornare sui propri passi e di reinserire il consenso in quella legge»

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