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Termina la latitanza di Carlo Biancofiore: il 47enne catturato a Mola di Bari deve scontare due condanne

Era ricercato da luglio per associazione mafiosa e tentato omicidio, in riferimento all'agguato del 28 dicembre 2023 nel quartiere Carrassi

A Mola di Bari i carabinieri hanno rintracciato il latitante, dal mese di luglio, di Carlo Biancofiore, classe 1979, destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Bari su richiesta della Dda: la prima per associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti, la seconda per tentato omicidio premeditato aggravato dal metodo mafioso e porto illegale di armi.

Il primo provvedimento cautelare riguardava 8 persone, tutte condannate in primo grado in quanto membri attivi del clan Velluto. L’indagine, avviata nel 2002 e condotta fino al 2016, ha svelato il sodalizio mafioso incentrato nel quartiere Carrassi di Bari e nella zona di San Marcello: in tali aree, a seguito del pentimento dell’allora capo clan di riferimento, Giuseppe Cellamare, prese potere una diversa associazione criminale con al vertice due esponenti della malavita barese, Domenico Velluto e Giovanni Fasano. L’esito del processo di primo grado ha portato all’emissione di 23 condanne con pene comprese dai 30 ai 3 anni di reclusione, per un totale di 437 anni di carcere.

La seconda ordinanza invece si riferisce all'agguato del 28 dicembre 2023 nel quartiere Carrassi, tra via Timavo, via Petrera e via Montegrappa. Quattro le persone coinvolte dal provvedimento cautelare, appartenenti alla compagine del quartiere Carrassi del clan Palermiti. Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip, il movente dell’azione armata risalirebbe a contrasti interni per il controllo delle attività illecite nella zona. La vittima dell'agguato, approfittando della detenzione del referente del quartiere, avrebbe tentato di espandere la propria influenza, generando la reazione violenta del gruppo rivale. La vittima stava percorrendo l’incrocio a bordo di un motociclo quando fu raggiunta da un commando. Uno degli indagati avrebbe esploso almeno quattro colpi di arma da fuoco, mettendo a rischio anche ignari passanti e residenti.

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