La protesta
Bari, l'istituto Romanazzi-G. Cesare in rivolta: oggi lo sciopero contro i doppi turni. «È una situazione inaccettabile»
Esplode il malumore di studenti e docenti. Sotto attacco la dirigente Colucci. «Con l’unione del Romanazzi al plesso del Giulio Cesare la situazione è diventata insostenibile. Le istituzioni devono darci una sede sostitutiva»
Aule stracolme e inevitabili doppi turni. Studenti, genitori e docenti, alzano la voce e da domani al Giulio Cesare–Romanazzi di Bari scatta lo sciopero a oltranza. E l’istituto, per paradosso, si svuoterà di colpo facendo riecheggiare tra i corridoi solo silenzio assordante. Lo sciopero a oltranza, organizzato nel dettaglio dalla comunità scolastica nel fine settimana, è il segnale di un malcontento che covava da un po’ a causa del sovraffollamento; poi la cancellazione delle classi digitali ha fatto il resto e tra lezioni pomeridiane, pendolarismo serale e attività extrascolastiche saltate, la scuola è diventata sinonimo di enorme disagio.
«Abbiamo lavori in corso, all’interno e all’esterno dell’istituto, dallo scorso anno e questo ci aveva già procurato problemi - riferisce una studentessa -. Interventi di riqualificazione che hanno coinvolto una scala per entrare in istituto creando disagi all’ingresso e all’uscita da scuola. Pensavamo che i lavori sarebbero stati svolti nei tre mesi estivi, ma che io sappia sono stati ripresi solo a settembre».
Ciò che più indigna gli studenti è altro: «I bagni. Su tre piani, ognuno dotato di due servizi igienici uno per le ragazze e uno per i ragazzi, solo due ne funzionano in tutta la scuola. Ovviamente sono sempre pieni e io non vado in bagno dall’inizio dell’anno scolastico. Per non parlare del distributore degli assorbenti: in tutte le altre scuole vengono riforniti con regolarità, da noi no».