lo scandalo

«Popolare di Bari danneggiata da 4 operazioni», condannati in 13: gli Jacobini pagheranno 109 milioni I NOMI

massimiliano scagliarini

L’azione di responsabilità contro gli ex vertici della banca fallita nel 2019: riconosciuti danni per 122 milioni. Ma gli unici soldi certi sono quelli dell’assicurazione

Fino al 2018 le riunioni del consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Bari si svolgevano «senza dibattito interno». Perché a comandare era Marco Jacobini, per oltre 40 anni ai vertici di quello che è stato il più importante istituto di credito pugliese: una storia finita sotto il peso di oltre 2 miliardi di debiti accumulati a causa delle operazioni spericolate di concessione del credito messe in atto a partire dal 2014. Per questo Marco Jacobini, insieme al figlio Gianluca, ad altri 11 ex amministratori, tre ex sindaci e alla società di revisione, dovrà risarcire i danni da malagestione per un totale di 122 milioni di euro.

La sentenza del Tribunale civile di Bari (Quarta sezione, presidente Rana, estensore Simone, Napoliello) chiude l’azione di responsabilità avviata nel 2020 dai commissari governativi, che chiedevano 380 milioni a 19 ex amministratori e alla società di revisione PwC. Il consulente tecnico del Tribunale, il professor Paolo Bastia dell’Università di Bologna, aveva circoscritto il danno a 187 milioni nei confronti delle stesse persone dichiarate soccombenti in solido ieri - seppure per cifre ancora minori - e per quattro delle dieci operazioni oggetto di scrutinio da parte dei nuovi proprietari della banca: oltre alla Maiora di Vito Fusillo, sono stati ritenuti dannosi i finanziamenti alla Ferrara 2007 dell’immobiliarista romano Parnasi, e quelli a due società del gruppo Monferini di Varese.

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