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Bari, al Castello boom di visitatori e lavori alla cinta muraria: intervento da oltre 7 milioni di euro
Il direttore generale dell’agenzia regionale Asset Elio Sannicandro: «Iniziativa importante, ma 100 milioni di euro per tutto il Paese sono soltanto una goccia»
Tra record di visite e programmazione strategica di tutela e valorizzazione del patrimonio pubblico il Castello Svevo di Bari si conferma protagonista del panorama culturale del Mezzogiorno. Con un finanziamento di 7,5 milioni di euro, il Ministero della Cultura ha avviato un cruciale intervento di consolidamento della cinta muraria e verifica della vulnerabilità sismica del maniero, rafforzando la resilienza del bene nel medio e lungo periodo.
L’investimento non è solo una misura di salvaguardia, ma una risposta concreta a un successo di pubblico senza precedenti: nei primi sei giorni del 2026, il sito ha registrato un’affluenza straordinaria con punte di 1.828 visitatori, superando nettamente i numeri dello scorso anno (incremento del 25%).
L’intervento barese si inserisce nell’Azione 2.4.1 del Programma Nazionale Cultura FESR 2021-2027, un piano per un importo generale di 100.562.383,04 euro destinato a 21 progetti tra Campania, Puglia e Sicilia. Il provvedimento sarà attuato dalla Direzione Regionale Musei Nazionali Puglia e dovrà essere completato entro il 31 dicembre 2029). L’obiettivo è duplice: proteggere i tesori del Sud (circa 450 mila metri cubi di strutture) dal rischio sismico e adattarli ai cambiamenti climatici attraverso tecnologie avanzate, come l’installazione di 355 dispositivi di monitoraggio e allarme.
Rilevante l’attenzione indirizzata dal Ministro Giuli agli edifici e ai complessi di elevato valore storico-artistico e ambientale che presentano maggiori vulnerabilità di sostegno, migliorandone in modo significativo il comportamento sismico e riducendone il rischio di danni derivanti da eventi naturali nel pieno rispetto delle caratteristiche architettoniche del monumento. Queste azioni, che promettono di innalzare di 2,5 classi il livello di integrità degli edifici, assicurano maggiore tranquillità a turisti e visitatori. «La sicurezza del Castello Svevo, luogo vivo di cultura e fruizione pubblica – ha dichiarato l’arch. Francesco Longobardi direttore delegato DRM – costituisce una condizione essenziale per garantire la continuità delle attività museali e culturali e l’accessibilità al pubblico».
Il direttore generale dell’agenzia regionale Asset Elio Sannicandro batte invece l’accento su come la tutela del Patrimonio architettonico e artistico del nostro Paese rappresenti un obiettivo strategico fondamentale «sia per la sua bellezza e ricchezza sia per la fragilità del nostro territorio soggetto ad eventi sismici ed altre calamità naturali. Nel tempo è fortemente cresciuta la sensibilità per garantire l’incolumità delle persone e delle infrastrutture dal rischio sismico, idrogeologico ed ambientale e sono state varate numerose norme di prevenzione. Infatti l’Italia è particolarmente vulnerabile come dimostrano i frequenti terremoti che hanno portato distruzione e vittime lungo la dorsale appenninica e in varie regioni del sud. In tante occasioni abbiamo contato enormi danni nei centri storici con la distruzione anche di importanti monumenti e testimonianze del passato. Le opere di ricostruzione risultano lunghe e complesse - spiega Sannicandro - e comportano l’impegno di enormi risorse economiche. Molto meglio risulterebbe agire mediante interventi di prevenzione ovvero effettuando verifiche preliminari, monitoraggi ed eventualmente consolidamenti prima che si verifichino catastrofi con danni notevolmente più onerosi».
Qualche dubbio, tuttavia, Sannicandro lo solleva: «L’iniziativa del Ministero della Cultura di stanziare risorse per mettere in sicurezza gli edifici di importanza culturale rappresenta certamente obiettivo importante nella strategia generale di tutela del patrimonio artistico italiano anche se 100 mln di euro per tutto il Paese sono soltanto una goccia. Inoltre, con riferimento all’enorme quantità di edifici storici, chiese e castelli, sarebbe opportuno stabilire anche priorità di intervento in relazione all’importanza culturale e alla delicatezza strutturale dei luoghi in modo da utilizzare al meglio le risorse disponibili».