BARI - Avrebbe insultato e minacciato di morte la propria moglie, fino ad arrivare quasi a strangolarla. È uno spaccato di violenze e vessazioni di ogni tipo quello venuto fuori nel corso del processo a carico di un uomo di mezza età residente a Bari.
Nei giorni scorsi il giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Battista, innanzi al quale si è celebrato il rito abbreviato, lo ha condannato ad una pena di quattro anni e due mesi di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Come pene accessorie, l’imputato è stato interdetto dai pubblici uffici per la durata di cinque anni; disposto anche il risarcimento nei confronti della parte civile, da liquidarsi in separata sede, ed una provvisionale immediatamente esecutiva di cinquemila euro.
I CONTINUI MALTRATTAMENTI - L’inchiesta è stata avviata in seguito alla denuncia della moglie dell’uomo, una donna di 68 anni, sporta il 4 dicembre 2022.
La donna ha raccontato ai carabinieri tutti i soprusi del marito che sarebbe stata costretta a sopportare nel corso del tempo. Insulti come «inetta, demente, deficiente», o anche peggio, erano all’ordine del giorno. L’uomo avrebbe manifestato tutta la sua aggressività picchiando la consorte con schiaffi, calci e pugni, ogniqualvolta ci fosse una lite. E come se non bastasse, le minacce peggiori: «Ti devo ammazzare, ti butto fuori strada con la macchina, ti faccio saltare in aria, bastarda fallita».
Diversi gli episodi che la procura contesta all’imputato nel capo di imputazione. Si fa riferimento ad un’aggressione fisica risalente al 25 novembre 2021, in seguito alla quale la presunta vittima ha riportato una serie di ecchimosi in varie parti del corpo. Nell’estate 2022, poi, al termine di una violenta discussione, il marito l’avrebbe minacciata puntandole contro un paio di forbici. E ancora, un pugno in un occhio e colpi alle gambe.
La denuncia - L’episodio in seguito al quale la 68enne si è poi determinata a sporgere denuncia risale al 3 dicembre. Si era convinta che il marito avesse allacciato una relazione extraconiugale, innescando la reazione dell’uomo che l’avrebbe picchiata con diversi pugni sul viso: «Sei una inetta, una fallita, tutto frutto della tua fantasia».
La vittima è stata poi afferrata per la testa e sbattuta contro il muro della cucina. A quel punto, sarebbe riuscita a divincolarsi sfuggendo alla stretta del suo aguzzino e trovando la via di fuga dall’abitazione. Il marito, però, sarebbe poi riuscito a raggiungerla sulla rampa delle scale condominiali, prendendola per capelli e trascinandola fino a casa.
Dopo aver chiuso la porta a chiave, l’imputato avrebbe continuato a picchiare la moglie fino all’intervento della figlia, corsa in aiuto della madre. Il referto del pronto soccorso parlava di una «atralgia scapolomerale destra in sospetta lesione cuffia, atralgia mano sinistra, algie rachide cervivale e lombosacrale», con una prognosi assegnata dai medici di 30 giorni.
Nel processo la donna si era costituita parte civile con l’avvocato Maria Pia Vigilante.















