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L'emergenza

Bari, solitudine e pandemia: effetti moltiplicati delle ondate di calore

Bari, solitudine e pandemia: effetti moltiplicati delle ondate di calore

Anziani e chi è in difficoltà economiche non accendono i condizionatori per risparmiare sulla bolletta

02 Luglio 2022

Barbara Minafra

BARI - «Siamo ancora all’inizio. Il problema c’è soprattutto per gli anziani, i fragili e chi ha patologie croniche importanti e nei prossimi giorni sicuramente avremo conferma degli effetti perduranti dell’ondata di calore». Nicola Calabrese, medico di base e segretario provinciale di Bari Fimmg e vicesegretario regionale e nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale, inquadra la situazione climatica in un contesto più ampio: il problema dovrebbe essere visto nella sua complessità dato il momento attuale sospeso tra pandemia e contesto economico complicato.

Caldo ed economia «Potrebbero avere un impatto le singole condizioni socio-economiche. C’è un aumento dei costi dell’energia e gli anziani, o chi ha una situazione più delicata, magari accenderanno meno condizionatori e ventilatori per non incidere troppo sulla bolletta oppure li accenderanno ma poi dopo avranno difficoltà economiche. La salute si correla con la situazione generale e qualcuno farà valutazioni su quello che può o non può spendere per arrivare a fine mese».
Consigli pratici Di qui l’importanza non solo di seguire le classiche regole per difendersi dal caldo (bere almeno 2 litri d’acqua, mangiare leggero e tanta frutta, restare a casa nelle ore più calde, non stare dentro auto parcheggiate al sole, non usare il ventilatore oltre i 32°C perché potrebbe favorire la perdita di liquidi attraverso la sudorazione, non interrompere le terapie farmacologiche di propria iniziativa) ma fare sempre riferimento ai medici e soprattutto a una rete familiare.

Effetto solitudine «Dovremmo considerare l’insieme delle cose: il perdurare delle alte temperature, la situazione socio-economica, lo stato generale di salute, la solitudine, il supporto dei parenti, la possibilità di uscire e di accedere ai beni di prima necessità, la qualità di vita. Sono tutti elementi che dovremmo leggere insieme. La dinamica è molto più complessa del semplice “fa caldo”. Per questo noi medici puntiamo molto sul rapporto fiduciario, sull’importanza di conoscere il contesto familiare, il modo con cui i pazienti si interfacciano con i problemi quotidiani».

Afa e covid Calabrese però, evidenzia un altro problema: per il caldo e la fatica di respirare attraverso la mascherina, tanti la abbassano o la evitano e questo sta favorendo la diffusione della variante Omicron. «Il caldo fa la sua parte e non si tollera più la mascherina. Ormai le accortezze, anche per l’allentamento generale delle restrizioni, si sono ridotte parecchio».

Periodo complicato Se l’accessibilità ai test autodiagnostici o in farmacia, e anche l’esperienza clinica, aiutano molto nella diagnosi, questo resta “un periodo complicato”. Se negli anni scorsi la pandemia rallentava in questo periodo e si poteva tirare un po’ il fiato, ora «tra l’evidente risalita dei contagi, l’emergenza caldo, gli anziani soli, l’attività ordinaria di assistenza ai pazienti - dice il vicesegretario regionale e nazionale Fimmg - noi medici di famiglia lavoriamo con grande difficoltà e sacrificio».

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