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In Puglia e Basilicata

Movida selvaggia

Bari: Pane e Pomodoro, spiaggia e baldoria. Proteste dei residenti

Bari, spiaggia Pane e Pomodoro

Feste fino all’alba, quartiere nel caos, assembramenti e fuochi d'artificio. Il popolo degli abitanti contro quello della notte

26 Giugno 2022

Luca Natile

BARI - Movida selvaggia tra simil rave party sulla spiaggia, vu’ cumprà, venditori abusivi di fiori, bibite e giocattoli, fuochi di artificio non autorizzati ed eventi copertina. È l’altra faccia della Bari da bere, del popolo delle notti d’estate, dei locali che fanno tendenza e fracasso, del rumore della risacca coperta dalla vibrazione dei bassi sparati da un stereo portatili di ultima generazione con batterie ricaricabili integrate ad elevata autonomia (autentici spacca orecchie).

E’ lo sballo delle sere di un giugno troppo caldo, è un mix di musica, alcool, nuove droghe e hashish modificato chimicamente. Una miscela che brucia le cellule del cervello e produce tra i giovani consumer effetti collaterali come gli attacchi d’ansia. «No droga, no rave party» il mantra della nuova generazione che usa ecstasy del tipo Mdma, anfetamine, cocaina e che riscopre l’hashish «arricchito» e che vuole vivere al massimo questa prima stagione covid fre, fuori dall’emergenza sanitaria. E’ l’estate della movida molesta, alla piccola illegalità diffusa tra volgarità, cattiva educazione, spaccio e abusivismo. C’è poi un parassita che vive a spese della dolce vita barese, all'interno delle sue viscere, si chiama microcriminalità. Quella, per intenderci, dei piccoli reati, degli illeciti di scarso rilievo penale ma che minacciano l'incolumità e la privacy delle persone e che oggi viene definita «illegalità diffusa». Come ogni estate le linee telefoniche delle sale operative di Polizia locale, Carabinieri, Polizia di Stato sono incandescenti. Il popolo dei residenti si lamenta del popolo della notte, dei ragazzi del sabato sera e di quelli del muretto, della musica «sparata», delle feste improvvisate a Pane e Pomodoro, degli assembramenti troppo rumorosi dei botti che deflagrano mentre mezza Bari dorme. Le segnalazioni, e gli sos affidati ai numeri di pronto intervento delle forze dell’ordine raccontano di problemi di decoro e invivibilità, di risse, urla e schiamazzi, di degrado, di bottiglie rotte e rifiuti abbandonati sui marciapiedi. Caos che provoca stress e che si trasforma in un diffuso senso di insicurezza, spingendo i residenti dei quartieri dove la movida selvaggia crea i disagi maggiori a chiedere un’intensificazione dei controlli in strada.

È tornata la mala movida e vive di eccessi e cattiva educazione. Il rave party organizzato l’altra notte nella cornice dell’area fitness del lido Pane e Pomodoro interrotto alle 4 di mattina dagli agenti della Polizia locale, su sollecito da chi abita da quelle parti e che proprio non riusciva a prendere sonno con il rumore potente e profondo dei bassi che batteva nelle orecchie come in discoteca, non è un caso isolato. I baresi assediati da una vita notturna cafona e piena di esagerazioni, lamentano sui social, sui gruppi whatsapp il disagio e la rabbia «Perché domani mattina qualcuno deve alzarsi presto per andare a lavorare». Lo struscio sul lungomare, i capannelli nelle piazzette affacciate sui porticcioli a tarda ora diventano perniciosi. Dinamiche che si ripetono ovunque, nelle località a maggiore attrattiva turistica come Polignano e Monopoli che moltiplicano i residenti a quelli dell’entroterra Putignano, Castellana, Noci fino ad Altamura e Gravina sulla Murgia.

Poi c’è la saga del botto, degli spettacoli pirotecnici abusivo nel cuore della notte. Non c’è festa di compleanno, di laurea, di matrimonio, di prima comunione, non c’è free party senza fuochi d’artificio, rigorosamente non autorizzati. E poi quando la festa è troppo «cool» (alla moda, fantastica) capita che vie, piazze e vicoli vengano espropriati per fare spazio al divertimento.
Una cattiva creanza soprattutto barese che si allarga alla provincia. Il fenomeno è assai diffuso e solo in apparenza inoffensivo. Chi vuol fare più rumore compra al mercato nero, alimentando un giro che secondo risultanze investigative viene gestito dalla piccola criminalità. Batterie pirotecniche infiammano il cielo buio, piazzate per strada, sui balconi, nei giardini, in punti strategici, affinché il messaggio subliminale possa giungere forte e chiaro a tutti. Limitandoci all’universo lessicale della malavita, il «botto» clandestino è una tradizione che può avere mille significati.

La festa per il «mammasantissima» uscito di galera che torna a casa; la luminosa e rumorosa esultanza perché la partita di droga è arrivata oppure perché è stata smaltita prima del tempo; una nuova alleanza di sangue; i festeggiamenti per la «stesa» (il raid armato) andata a segno, per la morte o la incarcerazione di un nemico; ma anche, più banalmente, per la figlia del boss che si sposa, il battesimo del nipotino, il rampollo del padrino che diventa maggiorenne. Spesso lo spettacolo viene organizzato nei pressi del carcere per comunicare a chi sta dentro, quello che accade fuori. Lo spettacolo pirotecnico dicevamo è uno dei linguaggi tradizionali della malavita organizzata ormai mutuato dalla «società civile».

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