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«CARA» ESTATE

Bari, «Benzina sul fuoco»: pure andare al mare ormai è un lusso

Benzina sul fuoco, pure il mare è un lusso

I bagnanti a Pane e Pomodoro a Bari (foto Fasano)

Le vacanze saranno ad ostacoli (economici): il carburante aumenta da Bari a Otranto (e ritorno) 60 euro

19 Giugno 2022

G. Flavio Campanella

«Ormai la benzina non si ferma più: aumenta tutti i giorni di due centesimi». Anche i gestori delle stazioni di servizio sono allarmati (i rialzi determinano una riduzione dei consumi e quindi minori ricavi e guadagni). Ma i primi a essere sconcertati sono gli automobilisti, proprio ora che, con la stagione estiva, ci si sposta anche per le località balneari. Il Codacons già ha calcolato che un barese che decida di passare una giornata a Capitolo deve mettere in conto, se usa un suv, un esborso per il carburante di 40 euro per andare e tornare da Monopoli. I costi negli altri casi possono essere inferiori, ma pur sempre rilevanti, se si considera che in media un’auto a benzina consuma 7,5 litri per 100 km, pari a 13 chilometri al litro, e un'auto diesel 6 litri per 100 chilometri, pari a poco più di 16 chilometri al litro. Se avete una Citroen C3 o una Renault Twingo o una Hyundai i10 oppure una Mitsubishi Space Star (tutte a benzina) oppure una Honda Civic o una Renault Megane o una Opel Corsa oppure una Mercedes Classe A (tutte a diesel) o anche le ibride Volkswagen Golf, Ford Kuga o Peugeot 308, significa che avete fatto una scelta oculata (sono fra quelle che “bevono” meno), ma la differenza di spesa rispetto a un anno fa la noterete comunque. Per esempio, per andare da Bari alle marine del Leccese (molto frequentate dai baresi) e poi tornare a casa bisogna mettere in conto 60 euro per la verde e 48 per il gasolio (30 litri) se la destinazione è Otranto (400 chilometri in totale) e tra i 6 e i 7,5 euro in più se si decide si trascorrere una vacanza a Santa Maria di Leuca (450 km).

Il prezzo del carburante purtroppo continua a salire ininterrottamente: è ormai stabilmente sopra i due euro, nonostante il taglio delle accise da parte del Governo di 30,5 cent al litro. Secondo Quotidiano Energia, che ha elaborato i dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi del Ministero dello Svulippo economico, il prezzo medio della benzina in modalità self è ora di 2,069 euro al litro, con una oscillazione fra i diversi marchi che va da 2,060 a 2,084 euro al litro, mentre i no logo si fermano a 2,051. Il prezzo medio del gasolio self è di 2,006 euro al litro: si va dai 2,004 ai 2,011 euro a seconda delle compagnie, con i no logo che lo propongono a 1,994. Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato è 2,195 euro al litro (tra 2,141 e 2,273 euro; no logo 2,099), per il diesel è 2,139 euro al litro (tra 2,087 e 2,217 euro; no logo 2,043). Pure il metano auto costa: tra 1,697 e 1,891 (no logo 1,774). Così come il Gpl: da 0,835 a 0,850 euro al litro (no logo 0,821). «Solo un mese fa - affermano da Federconsumatori - il prezzo medio della benzina in modalità self era di 1,83 euro al litro e del diesel di 1,835 euro al litro. Si tratta di livelli allarmanti, ancora molto al di sopra di quelli a cui si dovrebbero in realtà attestare i costi dei carburanti, a maggior ragione alla luce del taglio operato dal Governo».

L’aggravio, insomma, è particolarmente pesante. Come rilevato dal Codacons, considerando i dati del Ministero della Transizione ecologica, su base annua un litro di verde costa un quarto in più rispetto al 2021 (+25,5%), il gasolio addirittura un terzo in più (+32,2%). Per un pieno di benzina dunque la spesa è mediamente di 20,4 euro in più rispetto all’anno scorso, somma che aumenta, +23,5 euro, per il gasolio. In 12 mesi dunque il conto di una famiglia aumenta di 491 euro in caso di auto a benzina e addirittura di 565 euro in caso di auto diesel. In questo quadro non si è fatta attendere la reazione di Fegica (la federazione gestori impianti carburanti e affini). «In poco più di due mesi - afferma Rino Carelli, sindacalista Fegica e titolare di un punto Eni a Bari sulla strada statale 100 - oltre la metà del taglio delle accise sui carburanti decretato dal Governo è stato letteralmente annullato. Se l’8 luglio non ci dovesse essere la proroga gli italiani andrebbero in vacanza con il carburante a 2,5 euro al litro. Serve assolutamente il prezzo amministrato per frenare la speculazione. Vorrei, a questo proposito, che qualcuno rispondesse: come mai la benzina nel 2008 costava 1,38 euro al litro con il barile di petrolio a 147 euro, mentre ora che il greggio è 116 euro al barile un litro costa 2,10 euro?».

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