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In Puglia e Basilicata

Il caso

Rimorchiatore affondato a Bari, ipotesi stop ricerche marinai molfettesi dispersi

«Se avessero avuto i giubbotti certamente si sarebbero salvati»

Il rimorchiatore affondato a largo di Bari.jpg

Le attività sono condotte dagli uomini della Capitaneria di porto con il coordinamento della Procura di Bari che ha aperto una inchiesta

23 Maggio 2022

Redazione online

BARI - È al vaglio lo stop alle ricerche di Mauro Mongelli e Sergio Bufo, i due marinai di 59 e 60 anni originari di Molfetta dispersi dopo l'affondamento, avvenuto al largo delle cose baresi, del rimorchiatore 'Franco P.', inabissatosi nella notte tra mercoledì e giovedì scorso. Lo riporta l'agenzia Dire. La tragedia si è verificata mentre il rimorchiatore trainava un pontone a circa 50 miglia dalla costa di Bari, lungo la rotta tra Ancona e Durazzo (Albania). 

Ad ora le vittime sono ufficialmente tre: Luciano Bigoni e Andrea Massimo Loi, di 65 e 58 anni entrambi di Ancona, e Jelali Ahmed 63enne, vicecomandante del rimorchiatore di origini tunisine ma residente in Abruzzo. Le attività sono condotte dagli uomini della Capitaneria di porto con il coordinamento della Procura di Bari che ha aperto una inchiesta. Gli indagati, per ora sono due: l'armatore Antonio Santini, 78enne romano, legale rappresentante della società Ilma di Ancona proprietaria del rimorchiatore e del pontone e Giuseppe Petralia, il 63enne comandante del "Franco P." che si è inabissato e che si trova in ospedale a Bari. I due rispondono di concorso in naufragio e omicidio colposo plurimo.

Intanto la Procura di Bari sta valutando se e come tentare di recuperare la scatola nera dal relitto del rimorchiatore Franco P affondato la sera del 18 maggio a circa 50 miglia dalla costa di Bari, in acque internazionali. Nel naufragio sono morti tre componenti dell’equipaggio il 65enne Luciano Bigoni e il 58enne Andrea Massimo Loi, entrambi di Ancona, e il 63enne di origini tunisine e residente a Pescara Jelali Ahmed. Sui due ancora dispersi, i due marittimi pugliesi, entrambi di Molfetta (Bari), Mauro Mongelli di 59 anni e Sergio Bufo di 60 anni, proseguono le ricerche anche se gli investigatori non escludono possano trovarsi all’interno del relitto, a mille metri di profondità. E’ anche per questa ragione che la Procura sta valutando come raggiungere il rimorchiatore sul fondo dell’Adriatico. Unico superstite tra coloro che erano a bordo della imbarcazione affondata, al momento, è il comandante, il 63enne Giuseppe Petralia, ricoverato in ospedale a Bari. A quanto si apprende da fonti sanitarie, le sue condizioni migliorano, già nelle prossime ore potrebbe passare dalla terapia intensiva a quella progressiva e probabilmente in settimana sarà dimesso. Quando le sue condizioni di salute lo consentiranno, sarà ascoltato dagli uomini della Capitaneria di Porto di Bari. Petralia è indagato con l’armatore, Antonio Santini, legale rappresentante della società Ilma di Ancona proprietaria del rimorchiatore e del pontone che era agganciato al mezzo affondato e che ora è sotto sequestro nel porto di Bari. Nel fascicolo d’inchiesta si ipotizzano i reati di cooperazione colposa in naufragio e omicidio colposo plurimo. Nei prossimi giorni la pm che coordina le indagini, Luisiana Di Vittorio, disporrà le autopsie e gli accertamenti tecnici.

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