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In Puglia e Basilicata

Cinema e polemiche

Bari, Apulia Film Commission: sostituiti componenti del cda dimessi

Apulia film commission

La presidente Simonetta Dellomonaco

Si tratta dei brindisini Carmelo Grassi, Marina Samarelli e del barese Ettore Sbarra

26 Gennaio 2022

Redazione online

BARI- L'Assemblea dei soci di Apulia Film Commission, composta dalla Regione Puglia e 45 Comuni, ha nominato oggi pomeriggio i nuovi componenti del Consiglio di amministrazione in sostituzione dei tre che si sono dimessi nei giorni scorsi. I tre membri sono i brindisini Carmelo Grassi, in quota Regione, e Marina Samarelli (indicata dai piccoli Comuni) e Ettore Sbarra, barese, indicato dal Comune di Bari. La nomina dei tre consiglieri, che si aggiungono a quelli rimasti in carica (Simonetta Dellomonaco e Giandomenico Vaccari) rende nuovamente operativo il Cda dell'Afc. A chiedere la convocazione di urgenza dell'Assemblea è stato ieri il governatore Michele Emiliano dopo le dimissioni e il caso scoppiato per lo scontro tra la presidente Dellomonaco e il direttore generale, Antonio Parente: la prima ha denunciato il secondo di averla aggredita anche fisicamente durante una discussione. Il cda così reintegrato dovrà decidere sulla ipotesi di licenziamento di Parente.

Pronta la replica di Parente attraverso una nota scritta sui fatti accaduti oggetto di una querela e di un procedimento disciplinare attivato nei suoi confronti e tuttora in corso seguendo le norme dello Statuto dei Lavoratori e del Contratto Collettivo. «Ribadisco con fermezza che non vi è stata alcuna violenza nei confronti della Presidente, ma solo una discussione animata su temi oggetto di un precedente CdA. Ho già manifestato in quella sede il mio dispiacere per quanto accaduto, sia pure per ragioni e in modo del tutto diversi da quanto esposto dalla Presidente. Tuttavia, in attesa che il procedimento disciplinare si concluda, nei tempi e nei modi previsti dalla legge, non posso non evidenziare che la stessa Presidente, senza rispetto alcuno della necessaria riservatezza del giudizio in corso e senza minimamente preoccuparsi delle ricadute per l’immagine di AFC, abbia instaurato un parallelo processo pubblico sugli organi di informazione. Provo sconcerto nell’apprendere che la stessa Presidente - che si definisce, nel contempo, come mia vittima e mio datore di lavoro - abbia avuto libero accesso agli atti del procedimento disciplinare, abbia fatto intervenire “per amicizia”, un avvocato nei lavori del Cda, abbia commissionato un parere legale sul caso e abbia più volte convocato il Consiglio, con, all’ordine del giorno, la già decisa sanzione disciplinare in mio danno. Tanto in aperta violazione delle norme in tema di conflitto di interessi, delle basilari regole di prudenza e di opportunità che dovrebbero caratterizzare chi rappresenta un’Istituzione e dei miei diritti quale dipendente e direttore generale di Afc. Con espressa riserva di ogni azione a mia tutela, chiedo formalmente di avere accesso, attraverso l’estrazione di copia, a tutti gli atti riguardanti il procedimento disciplinare attivato in mio danno, ivi compresi il provvedimento di nomina e di conferimento di incarico relativo al “parere pro veritate dell'avvocato della Fondazione”, nonché di ogni altro atto prodromico e/o consequenziale inerente il procedimento de quo».

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