Venerdì 18 Settembre 2020 | 12:05

NEWS DALLA SEZIONE

contratti
Policlinico Bari, stabilizzati 26 lavoratori precari

Policlinico Bari, stabilizzati 26 lavoratori precari

 
contagi
Coronavirus, focolaio a Polignano: sindaco rinvia apertura scuole

Coronavirus, focolaio a Polignano: sindaco rinvia apertura scuole

 
Il caso
Terlizzi, il giallo di Claudia «Una ricostruzione illogica»

Terlizzi, il giallo di Claudia: «Una ricostruzione illogica»

 
Ripartenza
Bari, troppa gente in giro senza protezioni: l’effetto movida ancora non si placa

Bari, troppa gente in giro senza protezioni: l’effetto movida ancora non si placa

 
controlli della Polizia locale
Polignano, positivo al Covid e in quarantena va al market: denunciato

Polignano, positivo al Covid e in quarantena va al market: denunciato

 
Economia
Popolare Bari verso convocazione assemblea nel fine settimana

Popolare Bari verso convocazione assemblea nel fine settimana

 
focolaio
Polignano, aumentano i casi di Coronavirus in città: sono 90, 4 ricoveri

Polignano, aumentano i casi di Coronavirus in città: sono 90, 4 ricoveri

 
contagi
Bari, nasce la prima centrale operativa per il controllo dell'epidemia da Covid-19

Bari, nasce la prima centrale operativa per il controllo dell'epidemia da Covid-19

 
verso le regionali
Coronavirus, a Bari elettori in quarantena chiedono di votare da casa

Coronavirus, a Bari elettori in quarantena chiedono di votare da casa

 
in stazione
Bari, Polfer trova 15enne scomparso da una settimana: denunciata madre dell'amico che l'aveva ospitato

Bari, Polfer trova 15enne scomparso da una settimana: denunciata madre dell'amico che l'aveva ospitato

 

Il Biancorosso

Serie C
Bari calcio, mister Auteri: «Esordio impegnativo in casa della Virtus Francavilla»

Bari calcio, mister Auteri: «Esordio impegnativo»
Marras: «Obiettivo promozione»

 

NEWS DALLE PROVINCE

Baricontratti
Policlinico Bari, stabilizzati 26 lavoratori precari

Policlinico Bari, stabilizzati 26 lavoratori precari

 
Materanel Materano
Pisticci, arrestato 36enne: era ricercato in tutta Europa

Pisticci, arrestato 36enne: era ricercato in tutta Europa

 
BatIl caso
Canosa, «No a ristoranti o bar nell’ex Filantropica»

Canosa, «No a ristoranti o bar nell’ex Filantropica»

 
TarantoAmbiente
Taranto, impianti dell’Amiu. Regione in campo

Taranto, impianti dell’Amiu: regione in campo

 
BrindisiL'evento
Brindisi, per il «Giro d’Italia» del 9 ottobre scuole chiuse e viabilità modificata

Brindisi, per il «Giro d’Italia» del 9 ottobre scuole chiuse e viabilità modificata

 
LecceIl fatto
Lecce, «Alunni picchiati e maltrattati». Indagate due insegnanti

Salento, «Alunni picchiati e maltrattati». Indagate due insegnanti

 
Foggianel foggiano
Vieste: dieci migranti sbarcano all'alba sulla costa, ci sono anche bimbi piccoli

Vieste: dieci migranti sbarcano all'alba sulla costa, ci sono anche bimbi piccoli

 
PotenzaIl caso
Potenza, licenziato per il Covid . «È stato in Sardegna...»

Melfi, operaio licenziato perché ha preso il Covid: «È stato in Sardegna»

 

i più letti

L'ANNIVERSARIO

Bari, 29 anni fa lo sbarco della Vlora: le verità nascoste

Il Governo italiano aveva inviato all’Albania aiuti umanitari scaduti. «La nave era piena di pregiudicati venuti a destabilizzare»

Bari, la Vlora 29 anni fa: le verità nascoste

Da Potito Perruggini, uno dei più stretti collaboratori del compianto sindaco Enrico Dalfino, riceviamo la testimonianza che segue. Si tratta della rievocazione dello sbarco della Vlora nel porto di Bari. Sono passati 29 anni esatti.

«Sono persone» e «La Divina Provvidenza trova i suoi canali anche in questo terremoto per far comprendere alla comunità internazionale che questo non è un problema solo italiano». In queste due frasi del mio maestro di vita e politico Enrico Dalfino si racchiude tutto il senso profondo che ha avuto l’8 agosto 1991 lo sbarco della nave Vlora a Bari.

Io ero un giovane assistente di 27 anni che quella mattina, come sempre, era pronto ad affrontare accanto al sindaco Dalfino la vita della mia amata Bari. Ma non sapevo che alle 7.30 la vita sarebbe cambiata per tutti noi irrimediabilmente. Ancora oggi mi emoziono quando rivedo davanti ai miei occhi quella scena surreale a cui non riuscivo a dare una spiegazione: una montagna di esseri umani appesi a qualunque cosa che strabordavano da una nave che a stento si intravedeva nelle sue fattezze!

Tra il panico e l’incredulità vennero schierati poche decine di poliziotti come barriera nel vano tentativo di arginare la marea umana che sarebbe affluita sul territorio, sicuramente non pronto ad accoglierla. La banchina del molo Foraneo era rovente come sempre ad agosto nella nostra calda terra in piena estate. Si doveva capire dove sistemarli e comprendere bene i numeri e quale fosse la natura di quelle persone.

La nave intercettata dalla guardia costiera mentre si dirigeva verso Brindisi dove c’erano stati precedenti arrivi, ma ovviamente più esigui nella portata, venne dirottata verso il porto di Bari e il viceprefetto, il dottor Perna assistito dal capo di Gabinetto il dottor Antonio Nunziante, avvisò immediatamente il sindaco che quella mattina mi chiamò e mi disse «Potito non venire a casa con i giornali ma ci vediamo al porto poi capirai». E da quel momento la mia vita cambiò.

Partecipare in prima persona alla gestione di una situazione umanitaria di quella portata fu un’esperienza fortissima. Il professor Dalfino raggiunse la Prefettura con tutte le altre autorità civili e militari per tentare di organizzare un minimo di accoglienza e nello stesso tempo di controllo sanitario. I numeri erano spaventosi e con tutta la città in vacanza sarebbe stato difficile reperire anche le cose più elementari per oltre 18.000 persone tra uomini, donne e bambini. Le tensioni furono molte e raggiunsero livelli altissimi. I conflitti sul da farsi facevano scontrare le esigenze di sicurezza e sanità con le ragioni di umanità richieste a gran voce da Dalfino anche alla luce di uno Statuto comunale appena approvato che prevede nel suo incipit ancor oggi «Bari comunità aperta a uomini e donne, anche di diversa cittadinanza e apolidi». Secondo la Legge Martelli Boniver, in vigore all’epoca, sull’immigrazione qualsiasi clandestino andava immediatamente respinto o rimpatriato con ogni mezzo. L’allora Ministro dell’Interno Vincenzo Scotti seguì pedissequamente la legge, e ovviamente si scontrò duramente con il sindaco Dalfino che ebbe subito la visione della straordinarietà di un evento che avrebbe dovuto cambiare l’approccio del nostro stato nei confronti dell’immigrazione.

Il primo atto di disumanità fu di non ascoltare la richiesta del sindaco, suffragata anche dal vescovo di Molfetta Monsignor Tonino Bello, di allestire la tendopoli dell’esercito-protezione civile che per coincidenza si trovava a poche centinaia di metri già nel porto di Bari. Invece Scotti addirittura ordinò che la marea umana venisse deviata all’interno del vecchio stadio di Bari distante alcuni chilometri, un vero e proprio esodo forzoso che li avrebbe portati verso una prigione a cielo aperto, denominata dal quotidiano il Manifesto «Lo Stadio Lager» attribuendo erroneamente questa definizione al sindaco di Bari. Da lì l’apice della tensione Dalfino-Scotti, alimentata da quella parte del governo nazionale che per vari motivi politici non gradiva la gestione trasparente della cosa pubblica del professor Dalfino. Oltre alla intransigenza di Scotti giunse come un fulmine la picconata del presidente della Repubblica Francesco Cossiga che definì «irresponsabile» il sindaco Dalfino per i suoi contrasti con il Ministro, fino a volerne chiedere la sospensione delle funzioni di ufficiale di governo, come scrisse «Repubblica» ne chiese «La testa»!
Ma perché quella nave venne fatta partire in quelle condizioni da Durazzo? Era un’invasione guidata? La risposta è più semplice e triste di quello che si possa credere: il Governo italiano aveva inviato all’Albania aiuti umanitari scaduti e scadenti disattendendo le promesse fatte nei mesi precedenti, come ampiamente documentato nelle inchieste giudiziarie che hanno visto anche l’arresto dell’ex presidente del Consiglio albanese Fatos Nano per corruzione. Infatti, oltre a donne e bambini, la nave era carica di pregiudicati a cui era stato consentito di evadere dalle carceri e salire sulla nave, come testimoniato anche dai 62 militari disertori albanesi che si trovavano anche loro a bordo della Vlora. Un vero e proprio atto criminale di risposta ad un altro atto criminale! Un’azione punitiva vera e propria che il Presidente Cossiga, capito che avevano «scherzato con il fuoco», cercò di recuperare recandosi personalmente a Tirana accompagnato dalla Ministra Boniver. Subito dopo atterrò a Bari dove io mi feci trovare in aeroporto per cercare di coglierne le intenzioni che si dimostrarono immediatamente in tutta la loro aggressività: si rifiutò di ricevere il sindaco e al contrario si recò in prefettura sferrando un attacco ingiustificato, che mi permetto di pensare sia stato un grande dolore che fu una delle cause per la comparsa del tumore al cervello che portò via Dalfino a tutti noi.

Ovviamente tutto questo sempre sotto un sole accecante che rendeva tutto ancora più difficile e disumano. A cavallo di ferragosto vennero organizzati ponti aerei e navali e quasi tutti, perché alcuni erano già fuggiti durante l’esodo verso lo stadio, furono rimpatriati con l’ingente impiego delle forze dell’ordine. Per fare tutto questo i disagi furono molti infatti vennero sequestrati dallo stato voli Alitalia che erano stati già prenotati dai turisti, imbestialiti da tutto ciò, mentendo agli albanesi ai quali era stato detto che la destinazione non era il loro paese. Il mio rapporto con l’Albania da allora è sempre stato molto intenso partendo dal fatto che ho imparato la loro lingua e ne ho preso a cuore le sorti di molti di loro che sono diventati miei fratelli e sorelle. Divenni anche consigliere dell’Ambasciatore di Albania a Roma e ho svolto funzioni di assistenza fino a quando ottenni dal Ministro degli Esteri albanese, Pascal Milo, l’apertura del Consolato Generale a Bari. Mia carissima amica inoltre è la dottoressa Mira Kauri, figlia di un importante professore albanese ordinario di pediatria all’Università di Bologna, che dopo la caduta della dittatura fu la prima deputata donna del giovane parlamento albanese con la quale ho sempre condiviso il pensiero che l’Albania potesse essere nostra sorella, la 21esima regione italiana, come anche storicamente era il Regno di Italia ed Albania.
 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie