Martedì 04 Agosto 2020 | 04:45

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Estorsioni a Bari: 11 condanne. Imprenditore estraneo a clan Di Cosola

Il processo, denominato «Pilastro», è quello sulle estorsioni a commercianti e a costruttori ai quali il clan avrebbe imposto l’acquisto di cemento scadente da un’azienda amica, quella di Procida appunto

Gli uffici giudiziari a Bari

Gli uffici giudiziari a Bari

BARI - L’imprenditore Vito Nicola Procida non era contiguo al clan mafioso Di Cosola di Bari. Lo ha stabilito la Corte di Appello di Bari assolvendo l’imputato dal reato di concorso esterno in associazione mafiosa «perché il fatto non sussiste» e riducendo la pena da 10 a 3 anni di reclusione per il reato di concorrenza illecita. Il processo, denominato «Pilastro», è quello sulle estorsioni a commercianti e a costruttori ai quali il clan avrebbe imposto l’acquisto di cemento scadente da un’azienda amica, quella di Procida appunto. All’imprenditore, difeso nel processo dagli avvocati Raffaele Quarta e Cristian Di Giusto, sono stati restituiti tutti i beni sequestrati, azienda, casa, auto e conti correnti per un valore di circa 1 milione di euro.

Complessivamente i giudici dell’appello hanno confermato, riducendo le pene, 11 delle 15 condanne inflitte in primo grado nei confronti degli affiliati al clan barese, mentre per altri quattro hanno dichiarato il non luogo a procedere per prescrizione dei reati. In particolare al boss Antonio Battista, cugino dell’omonimo pregiudicato mandante dell’omicidio di Giuseppe Mizzi, vittima innocente di mafia, già condannato all’ergastolo con il rito abbreviato, la pena è stata ridotta da 30 anni a 16 anni e 8 mesi di reclusione. Per il boss Cosimo Di Cosola, fratello del defunto capo clan Antonio, la condanna è stata ridotta da 12 anni a 9 anni e 6 mesi oltre al risarcimento danni nei confronti delle costituite parti civili, l’Ance Bari-Bat e le due aziende Debar e Di Venere Nicola, vittime delle estorsioni, difese dagli avvocati Michele Laforgia e Andrea Di Comite (Polis).
I giudici hanno inoltre ridotto la condanna da 11 anni a 6 anni e dieci mesi di reclusione nei confronti del pregiudicato Antonio Moretti, imputato per reati di droga, che sta scontando in carcere un’altra condanna a 30 anni reclusione per il triplice omicidio commesso al quartiere San Paolo di Bari nel maggio 2013.

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