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Da Bari alla Nasa: ecco Pietro, che studia i ghiacciai

Lo scienziato quasi 30enne rivela che il futuro dell'umanità dipende dalle calotte polari

Da Bari alla Nasa: ecco Pietro, che studia i ghiacciai

Recuperiamo i cervelli in fuga. Il futuro dell’umanità dipende dalla calotte polari e dalla possibilità che restino terre di ghiaccio. Gli scienziati , preoccupati dallo scioglimento sorprendente  nelle regioni polari della Terra in momenti che non si aspettavano, come l’inverno, e in posti che non si aspettavano, come l’Antartide orientale cercano di capirne le cause e , se possibile trovare i rimedi. In Alaska si è registrato uno scioglimento senza precedenti con insoliti problemi nei mesi freddi, incluso il permafrost che non si è mai riformato nello scorso inverno oltre la moria della fauna selvatica. Dopo la scoperta sotto l'Antartide di una fonte di calore radioattiva che dal cuore della Terra contribuisce allo scioglimento dei ghiacci, è di un ricercatore pugliese, il dottor Pietro Milillo, l’ultima preoccupante scoperta che è stata riportata da un nuovo studio della Nasa. Si tratta di una cavità al di sotto del ghiacciaio Thwaites nell’Antartide dell’Ovest, profonda 300 metri e con superficie grande quanto i 2/3 dell’area di Manhattan (40 km^2).

Il Ghiacciaio Thwaites è uno dei più attivi e fa parte di un sistema di ghiacciai che gli autori della ricerca prevedono vada incontro ad uno scioglimento/arretramento potenzialmente irreversibile. Le conseguenze sarebbero catastrofiche ed avrebbero un enorme impatto con l’innalzamento del livello del mare. Thwaites è un ghiacciaio grande quanto lo stato americano della Florida ed è al momento responsabile per il 4% dell’innalzamento del livello del mare globale. Contiene abbastanza ghiaccio che se sciolto potrebbe innalzare il livello del mare di 65 centimetri. Lo scioglimento di Thwaites esporrebbe all’arretramento/scioglimento dei ghiacciai adiacenti che hanno un potenziale di innalzamento del livello del mare per un totale di 2.4 metri. Il protagonista di questa scoperta che non ci fa stare allegri è dunque un pugliese, Pietro Milillo, giovane ricercatore non ancora trentenne del Nasa - Jet Propulsion Laboratory, California Institute of Technology, laureatosi in Fisica (Magistrale) presso l’Università di Bari e con un dottorato in Ingegneria dell’Ambiente presso l’Università della Basilicata. Originario di Casamassima, come tanti altri suoi coetanei si è realizzato all’estero mostrando ben presto competenza e capacità. Lo studio Pietro Milillo primo autore, intitolato: «Heterogeneous retreat and ice melt of Thwaites Glacier, West Antarctica», pubblicato ieri sulla prestigiosa rivista Science Advances, vede come coautori eminenti scienziati dell’Agenzia Spaziale tedesca Dlr, University of California Irvine, e l’Università di Grenoble Alpes in Francia.

Sotto la sua guida i ricercatori hanno scoperto che la cavità, creatasi negli ultimi tre anni, equivale a 14 Miliardi di tonnellate di ghiaccio. I dati satellitari ed aerei, ad altissima risoluzione, sono stati elaborati con tecniche chiamate di interferometria radar che permettono di «vedere» come la superficie terrestre si muove nel corso degli anni, anche in quota. Per Milillo «i modelli numerici che rappresentano l’evoluzione dei ghiacciai, presuppongono una forma delle cavità fissa nel tempo». Un altro elemento fondamentale, secondo il giovane scienziato da «tenere sotto controllo» è la «grounding line», cioè la linea di confine sulle coste dell’Antartide tra ghiaccio ancorato a terra e ghiaccio galleggiante. Così come una barca carica sul bagnasciuga può tornare a galleggiare quando il suo contenuto è rimosso, lo stesso avviene per un ghiacciaio che, perdendo massa, può tornare a galleggiare sul bordo del continente Antartico. Quando questo accade la grounding line arretra nell’entroterra. L’arretramento della grounding line espone il ghiacciaio ad infiltrazione di acqua proveniente dall’oceano incrementando la probabilità dell’aumento di velocità di scioglimento. Tali meccanismi per esempio sono alla base della formazione degli Iceberg, con la rottura del fronte del ghiacciaio che si stacca dalla terra ferma. «Per Thwaites stiamo scoprendo nuovi meccanismi di arretramento» afferma Milillo. Processi differenti prendono parte in zone diverse lungo i 160 km del ghiacciaio studiato. L’enorme cavità, al di sotto del troncone centrale del ghiacciaio, arretra di 800 metri l’anno, mentre si scioglie a velocità di circa 260 metri all’anno (i più alti mai registrati nella storia delle misurazioni).

Sul lato est, invece, la grounding line ha raddoppiato la sua velocità di arretramento, passando da 0.6 km/anno (1992-2011) a 1.2 km/anno (2011-2017) registrando velocità di assottigliamento dovuto a scioglimento di 50 m/anno. Milillo è sicuro che i nuovi risultati siano utili per guidare future missioni esplorative e soprattutto aiutare i glaciologi che gli Stati Uniti e l’Inghilterra stanno mandando sul posto nel periodo 2019-2020 con il progetto National Science Foundation/Nerc da 23 Milioni di Euro. Bisogna dunque muoversi per bloccare lo scioglimento dei ghiacciai. L’aumento del livello degli oceani che potrebbe coprire buona parte delle aree continentali che, tra alcuni anni, potrebbero venire completamente sommerse, lo stravolgimento del clima con il cambiamento degli equilibri delle strutture cicloniche e anticicloniche e le condizioni meteo, infine lo squilibrio della catena alimentare, fanno parte di un futuro molto prossimo che dobbiamo assolutamente evitare. Con i suoi colleghi della Nasa Pietro Milillo continuerà a monitorare la situazione. Per noi pugliesi , motivo di orgoglio e soddisfazione per i riconoscimenti che arrivano ai nostri cervelli che trovano onori e possibilità all’estero, ma amarezza dovuta al fatto che l’Italia nulla fa per valorizzarli e dare loro gli strumenti per crescere.

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