Martedì 22 Gennaio 2019 | 23:33

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Bari, nodo ferroviario avanti tutta: tangenziale, ecco la bretella

E prima di Natale, l’Anas proporrà la variante da Mungivacca a Mola

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BARI - L’anno previsto è il 2023 per la realizzazione del nodo ferroviario di Bari. Proseguono i lavori finalizzati a liberare dai binari tutta la zona della città compresa tra San Giorgio e il passaggio a livello delle ferrovie Sud Est in via Oberdan, destinato ad essere eliminato.

Sono 391 i milioni di euro stanziati da Rfi con l’obiettivo di modificare il tratto di strada ferrata tra Bari Centrale e la stazione di Torre a Mare, lungo la direttrice per Lecce, che verrà dismesso in virtù della costruzione del nuovo tracciato ferroviario. Il nuovo percorso in variante a quello attuale, lungo 10,2 km, andrà in parte in affiancamento alla attuale linea ferroviaria delle Ferrovie Sud Est (da via Oberdan e lungo via Amendola) e in parte in nuova sede da Japigia, verso Triggiano fino a Torre a Mare, dove si ricongiungerà con l’attuale strada ferrata.
Gli interventi sono già avviati da qualche mese, a partire dal cantiere per realizzare il percorso provvisorio della tangenziale di Bari, un tracciato temporaneo della strada statale 16, oggetto nei giorni scorsi di un sopralluogo da parte di Comune di Bari e vertici di Rfi.

Una bretella in tangenziale La variante altimetrica della tangenziale di Bari prevede la realizzazione di una bretella provvisoria lunga 1,4 km con sezione stradale identica a quella attuale (6 corsie, 3 per ogni direzione, con spartitraffico), in corrispondenza del Teatroteam, tra gli svincoli di via Amendola e via Caldarola. I lavori della deviazione stradale sono iniziati a maggio 2018 e saranno ultimati nel primo semestre 2019, mentre il ripristino della viabilità sul tracciato originario della Statale 16 è previsto nel secondo semestre 2020. La bretella in via di ultimazione servirà a garantire la viabilità durante l’esecuzione dei lavori, ma consentirà anche di poter modificare e ricostruire l’attuale tracciato della tangenziale comprensivo di tutte le nuove opere di attraversamento del nuovo tracciato ferroviario, oltre ad una galleria di collegamento idraulico tra Lama San Marco e Lama Valenzano e all’adeguamento del sottovia esistente in via Pezze del Sole. «Abbiamo potuto verificare l’andamento dei lavori preliminari di variante dell'attuale tracciato della statale 16, interventi che si concluderanno nel 2020 - afferma il sindaco Antonio Decaro -. È una variante temporanea che solleverà l'altezza della statale per consentire alla linea ferroviaria di passarvi sotto e di realizzare il canale di collegamento di due canali di compluvio».
I lavori di spostamento del fascio di binari inizieranno invece nei primi mesi del 2019. «Grazie a questi lavori avremo la possibilità di riqualificare tutta la costa sud di Bari, per cui abbiamo già pubblicato un concorso di idee internazionale che il prossimo 20 dicembre ci restituirà le prime proposte progettuali. Quindi potremo procedere parallelamente: mentre finalmente stiamo spostando i binari con Rfi, progettiamo al contempo il futuro di quest’area che è la vera sfida per la nostra città» aggiunge il primo cittadino, accompagnato per l’occasione da Massimo Maiorano, delegato alla Qualità dei servizi di trasporto. «In pratica il sedime ferroviario raddoppierà, con gli attuali due binari della ferrovia Sud Est che verranno affiancati dai due nuovi binari del percorso di Rfi, partendo dal sottopasso di via Emanuele Mola e procedendo verso via Amendola in area Executive e Triggiano - afferma il consigliere comunale -. In tal modo si velocizzerà la linea ferroviaria migliorando la qualità del servizio di trasporto».

Una bretella stradale Viabilità ferroviaria ma anche stradale nel mirino, con lo scopo di alleggerire l’enorme carico di automezzi e inquinamento che quotidianamente colpisce la Statale 16, versione tangenziale di Bari.
Prima di Natale è previsto l’incontro con Regione, Comuni, enti interessati e Anas, per discutere il da farsi sul progetto che prevede la realizzazione di una bretella lunga 15 km della tangenziale del capoluogo, in modo da creare un percorso alternativo tra Bari (partendo dallo svincolo di Mungivacca per la Statale 100) e Mola. La proposta dell’Anas ha però trovato la contrarietà dei Comuni di Triggiano, Mola e Noicattaro, che gradirebbero l’allargamento della Statale 16 in corrispondenza dell’attraversamento dei territori comunali di competenza. In pratica, un modo per non risolvere il carico abnorme di traffico del nodo di Bari, crocevia unico per il sud d’Italia e della Puglia per chi percorre la dorsale adriatica.
Non è un caso che il progetto di dar vita ad una viabilità alternativa alla Statale 16 attorno a Bari - con una proposta diversa dall’attuale - risalga a più di qualche anno fa, messo a punto proprio dall’Anas e condiviso dal Ministero, tanto da stanziare 250 milioni di euro.

Le tre amministrazioni comunali contrarie hanno sollevato il problema della tutela ambientale delle lame. Dalla Regione, l’assessore ai Trasporti Giovanni Giannini, ha di fatto dato la massima disponibilità a vagliare rilievi e criticità.
«L’obiettivo è trovare la condivisione su una soluzione tecnica in grado di migliorare la vivibilità di tutta l'area metropolitana», ha ribadito l’assessore.

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