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Replica del sindaco

«Strisce blu illegittime», giudice di pace contro il Comune

Annullata la multa a un automobilista che non aveva esposto il grattino: non c'erano aree di sosta libera vicino a quelle a pagamento

ausiliario del traffico

Il Comune non ha predisposto aree destinate al libero parcheggio nei pressi delle zone dove si paga il parcheggio con i cosiddetti grattini, il giudice di pace di Bari annulla la multa ad un automobilista, sanzionato per non aver esposto la ricevuta sul parabrezza. E in aggiunta, dichiara illegittima il provvedimento istitutivo delle «strisce blu».
La vicenda risale a oltre dieci anni fa, ma è approdata ieri in consiglio comunale a causa del debito fuori bilancio ad essa correlato, che ha svelato l’esistenza della significativa sentenza, con la quale, il giudice di pace, Giuseppe Frugis, oltre ad annullare la multa, condanna Comune e Prefettura di Bari a pagare in solido spese di giudizio (poco più di quattrocento euro). Soprattutto però, il giudice, nelle motivazioni ha anche dichiarato «illegittime le aree a pagamento in mancanza di adeguata area destinata a parcheggio “libero”». «Ho chiesto al sindaco Antonio Decaro, senza avere ricevuto ancora risposta, se il Comune abbia impugnato la sentenza e quali azioni si intende porre in essere», afferma il consigliere di opposizione, Giuseppe Carrieri (Impegno civile), nel sollevare il caso.
«La sentenza del giudice di pace di Bari è di un certo rilievo, perché ha dichiarato illegittimo il provvedimento comunale istitutivo dei parcheggi a pagamento (le Zone a sosta regolamentata, ndr) nella città di Bari, in quanto in violazione della legge, non sono previste corrispondenti zone a parcheggio libero», spiega Carrieri. «Al momento infatti, abbiamo a Bari rilevanti aree e addirittura interi quartieri assoggettati alla sosta a pagamento, in violazione della legge che prescrive appunto che devono essere comunque assicurate delle parti cittadine libere e a parcheggio gratuito», incalza il consigliere, dicendosi pronto a monitorare la situazione.
«Continuerò a seguire il tema, per evitare che le zone a sosta regolamentata si trasformino nell’ennesima tassa occulta (ogni anno il Comune incassa oltre 6 milioni dalla sosta), necessaria a coprire le difficoltà economico, finanziarie e gestionali di qualche società municipalizzata», aggiunge, cogliendo l’occasione per attaccare l’Amtab. La vicenda risale al 2007, la sentenza di due anni dopo, ma da allora le aree contrassegnate dalle strisce blu, in città, sono aumentate in modo considerevole (tutte gestite dall’Amtab) per la gioia di residenti e automobilisti.
Che succederà adesso? Non si scompone più di tanto il primo cittadino, che ha già replicato in Aula Dalfino. «Si tratta di una storia già vista - afferma -, ma alla fine si risolve come tante altre, a Bari come in altri Comuni, con il ricorso vincente delle amministrazioni comune». E spiega il perché. «Infatti, la sentenza non considera il comma 8 della legge che prevede le zone a rilevanza urbanistica, quali sono le aree dove sono state attivate le Zsr e Ztl, di fatto escluse», conclude.

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