Il nuovo corso

Bari, De Laurentiis: «I tifosi ci diano una mano. Salviamo la serie B, poi penseremo al futuro»

antonello raimondo

Il presidente dei biancorossi ha deciso di seguire da vicino il ritorno dell'allenatore Longo. È in cittàda lunedì e ci resterà anche nelle prossime ore. Un segnale forte: è così che si fa, soprattutto quando la barca sembra sul punto di affondare

Quando, in estate, si decise per la separazione da Moreno Longo nonostante un contratto che scadesse nel giugno del 2026 era opinione diffusa che alla base del «divorzio» non ci fosse solo una divergenza di «vedute» tra l’allenatore torinese e l’area tecnica (Magalini e Di Cesare). Ma anche un feeling mai realmente sbocciato con Luigi De Laurentiis. Motivo per il quale si riteneva molto ardita l’ipotesi di un ritorno di Longo sulla panchina biancorossa. Come dimostra la scelta di Vivarini quando s’è trattato di sostituire l’esonerato Caserta.

Nella vita, però, le cose cambiano. E a volte anche in fretta. Dopo sei mesi... il quadro è completamente diverso. È stato De Laurentiis in persona a sbrogliare la questione dopo la rinuncia a Vivarini, sonoramente bocciato dai risultati (quattro punti in otto partite e anche una rivedibile gestione delle risorse). Una telefonata lunga e cordiale. Senza filtri. Com’era normale che fosse in una situazione gravissima, con il Bari in caduta libera e quasi in fondo alla classifica. De Laurentiis, insomma, ha fatto il presidente nel vero senso della parola. È sceso in campo mettendo sul «tavolo» tutti gli argomenti a disposizione, non solo gli obblighi contrattuali che pure hanno avuto un peso specifico non indifferente.

De Laurentiis ha deciso di seguire da vicino il ritorno di Longo. È a Bari da lunedì e ci resterà anche nelle prossime ore. Un segnale forte, apprezzabile se vogliamo. È così che si fa il presidente, soprattutto quando la barca sembra sul punto di affondare. Chiusi i conti con il passato, e con quel saluto gelido con Longo, De Laurentiis non vuole lasciare nulla di intentato per evitare quella che sarebbe una macchia indelebile nel virtuoso cammino della Filmauro nel mondo del pallone.

«È la prima volta che mi trovo in una situazione così difficile. Solo dopo aver sfiorato la promozione, mi sono trovato in una situazione così complessa. Ho dato una sterzata completa. Mi trasferisco qui per lavorare ancora più da vicino. Benvenuto a Moreno Longo, un allenatore che non ha bisogno di presentazioni e che qui conoscete tutti benissimo», le parole del presidente, ieri in conferenza nella sala stampa del «San Nicola».

«Ci aspettano 18 partite e saranno tutte importantissime. Ho chiamato Longo e parlandogli ho trovato un lottatore, la situazione di classifica ci impone di andare in “guerra” insieme in una fase della stagione molto complicata». Sulla campagna acquisti di gennaio il patron ha puntualizzato: «Parliamo di mercato e di giocatori. Siamo in ritardo, ma vorrei specificare che tutti vorrebbero prendere subito i rinforzi. Ma il mercato di gennaio è difficilissimo. Cerchiamo gambe allenate e giocatori pronti da subito, che hanno già giocato in stagione. Siamo in una trattativa importante con un giocatore ottimo, ma il problema è che il club di appartenenza è disposto a lasciarlo partire solo quando arriverà un sostituto. Ci vuole un pizzico di pazienza in più. Ogni giorno che passa è fondamentale». L’auspicio finale: «Domani (oggi per chi legge, ndr) attendiamo due conferme. Lavoriamo su 4-5 arrivi nuovi. Molto dipenderà dalle valutazioni di Longo, per definire le uscite certe e attendere chi ha un quid in più», le ulteriori parole del presidente del Bari.

L’espressione di Luigi De Laurentiis tradisce grande coinvolgimento emotivo. Comprensibilissimo, diciamo quasi inevitabile: «Una cosa sento di chiederla ai baresi, se dovessero arrivare i risultati... ci diano una mano. Mi rendo conto che in questo momento sono la persona meno indicata per fare certi discorsi. Ma voglio passi il concetto che la società ci tiene tantissimo alla salvezza. E non sono parole di circostanza». Chiosa finale sulla questione societaria: «È evidente che i rischi di retrocessione rallentino le trattative. Ma ora abbiamo altre priorità. Dobbiamo pensare alla squadra».

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