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In Puglia e Basilicata

Nuoto

L'equilibrio, la svolta del talento barese Marco De Tullio

Nuoto,  pugliesi in primo piano agli assoluti di Riccione

Marco De Tullio

Ai campionati italiani di Riccione sono arrivate solo conferme per Marco: due medaglie d’oro (200 e 400 stile libero)

14 Aprile 2022

Patrizia Nettis

BARI - Sul petto si è tatuato la parola equilibrio. Che è un augurio a se stesso, oltre che uno stile di vita. Se l’è scritto sul corpo per ricordare alla mente che è quella la corsia in cui deve nuotare il suo futuro. Marco De Tullio ha attraversato un inverno di situazioni complicate, ma ora è arrivata la primavera ed è tornato a fiorire. Un nuovo allenatore, un’altra squadra. Da Stefano Morini a Christian Minotti, dal Moro allo Scuro, dal centro federale di Ostia al Circolo Canottieri Aniene. Geograficamente pochi chilometri di distanza, praticamente anni luce di differenza. Un cambio di passo non nel fisico, ma nel cervello, una virata prepotente nella testa. Il 21enne barese lo aveva detto alla Gazzetta subito dopo l’oro nei 400 stile: è passato dalla quantità (che significa macinare tanti chilometri) all’intensità (che tradotto significa volumi interiori, ma ritmi diversi). Ed è questo che ha fatto (anche) la differenza nella gara dei 200 stile, stravinti di forza, sbaragliando i giganti della specialità: dal primatista italiano Pippo Megli, a Stefano Di Cola, al suo ex compagno di allenamenti Gabriele Detti. Una prestazione che lo proietta al terzo posto tra i performer italiani. Senza contare che il suo crono (1.46.29) trascina lui, Detti, Di Cola e Ballo ai Mondiali di Budapest per una 4x200 che è tanta roba. Due ori in altrettante gare, due titoli italiani assoluti ai primaverili di Riccione. Non gli era mai successo.
Tutto perfetto, ma per 29 centesimi ha mancato il tempo per l’individuale al Mondiale…
«Peccato, ma visto che sarò lì spero di poter fare anche quella».
Terzo nei primi 150 metri. Ha virato in testa all’ultimo ritorno e ha staccato tutti i più grandi. Si rende conto di quello che ha fatto?
«Avevo preparato questa gara con il mio allenatore, non volevo perdere Di Cola, sapevo di dovergli stare attaccato nei primi 100. Negli ultimi 50 sono andato di cattiveria, volevo vincere».
Aveva ragione lei: il cambio di allenatore e di allenamenti hanno dato brillantezza alla nuotata nella velocità?
«È stata la scelta giusta. Mi sto trovando molto bene all’Aniene, ora devo riscoprire il 400 perché, date queste prestazioni, credo che possa azzardare un passaggio più veloce».
A Budapest la 4x200 dove può arrivare?
«Possiamo fare bene considerate anche le assenze che ci saranno e in particolare quella dei russi».
Più contento dell’oro nei 400 o nei 200?
«Vittorie diverse, quella dei 200 ha un sapore particolare, non è propriamente la mia gara e non mi viene bene spesso. Stavolta è stato tutto perfetto»
Equilibrio, il suo tatuaggio. Perché?
«Mi è mancato molto nell’ultimo periodo, devo ritrovarlo. Quando accadrà andrà meglio di oggi».

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