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la leggenda

Vieste a Sanremo
Max Gazzè canta la storia
di Cristalda e Pizzomunno

Vieste Pizzomunno

di GIANNI SOLLITTO

VIESTE - «E allora dal mare, salirono insieme, alle spiagge di Vieste, malvagie sirene ... Qualcuno le ha viste portare nel fondo, Cristalda in catene. E quando le urla raggiunsero il cielo, lui impazzì davvero, provando a salvarla, perché più non c’era... E quell’ira accecante lo fermò per sempre». Solo a leggerlo, vien la pelle d’oca. Un testo bellissimo, una vera poesia, quasi un cantico quello che Max Gazzè presenterà a Sanremo (6–10 febbraio), con “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, la storia d’amore impossibile del giovane pescatore di Vieste e della sua dolce compagna. Una leggenda che si perde nella notte dei tempi, tramandata per generazioni e che ora approda sul prestigioso palco di Sanremo, la più grande vetrina della canzone italiana.

Il brano che Gazzè presenterà al Festival, con la grande orchestra d’archi, è un vero e proprio omaggio a Vieste, anche perché nel testo, che si può notare, si fa espressamente riferimento alla cittadina garganica. Probabilmente, è la prima volta che accade con la citazione di una città in una canzone tipicamente d’amore. In una delle interviste rilasciate nei giorni scorsi, Max Gazzè, che a Vieste c’è stato un paio di volte, ha dichiarato di essere rimasto «fatalmente colpito dalla leggenda» quando ne è venuto a conoscenza e di essersi «commosso quando il testo (scritto dal fratello, Francesco, e dal noto autore, Francesco De Benedettis, anche lui ospite di Vieste la scorsa estate, ndc) è stato completato». La canzone, pare, sia una delle più belle di quelle in gara (c’è chi la posiziona tra le prime tre) e diventerà, senza ombra di dubbio, l’inno di Vieste.

Un grande dono che Gazzè ha voluto fare alla cittadina garganica. Straordinaria opportunità per una maggiore visibilità di Vieste. D’altra parte, la canzone sta suscitando molta curiosità in vari ambienti. Tutti ora vogliono conoscere la leggenda di Cristalda e Pizzomunno e i luoghi dove l’idillio-tragedia si è consumato. Anche la Rai, ha deciso di saperne di più e per questo motivo ha programmato un servizio che andrà in onda su “Uno Mattina” nella settimana del Festival.

Il servizio sarà registrato oggi, nel primo pomeriggio, e sarà incentrato sulla leggenda e su Vieste. Ughetta Di Carlo e la sua troupe saranno sul belvedere del lungomare Mattei, di fronte al monolite di Pizzomunno (uno dei simboli, tra l’altro, del turismo garganico) per sentirsi raccontare dai viestani, piccoli e grandi, la leggenda e di come si sia tramandata per generazioni. Ma sarà anche un omaggio a Gazzè, con il calore che la popolazione vorrà far sentire tributandogli i ringraziamenti per questa opportunità che viene data a Vieste.

Da parte sua, l’amministrazione comunale, tra gli eventi che realizzerà per l’occasione, la sera dell’apertura del Festival, vale a dire martedì 6 febbraio, darà vita ad un “video mapping” sul faraglione di Pizzomunno, con la proiezioni di immagini di fiori. Una “infiorata” dagli effetti speciali.

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