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Nanni Moretti in Puglia per il suo «Santiago, Italia»

Appuntamento col regista il 23 e 24 febbraio, a Bari, Barletta, Lecce e Brindisi

Nanni Moretti in Puglia per il suo «Santiago, Italia»

Nanni Moretti sarà in Puglia per alcuni incontri sabato 23 e domenica 24 febbraio. Il regista presenterà il suo ultimo lavoro, il documentario Santiago, Italia, uscito a dicembre scorso e distribuito da Academy Two. Il film è stato accolto dal consenso della critica e premiato da un successo di pubblico (100.000 spettatori). Moretti introdurrà il film e saluterà il pubblico a fine proiezioni, sabato 23 febbraio alle 16 al multicinema Galleria di Bari e alle 20.30 al cinema Opera di Barletta. Domenica 24 il regista sarà dalle 15 al cinema DB D’essai di Lecce e dalle 18 al cineteatro Impero di Brindisi.


Santiago, Italia racconta, attraverso le testimonianze dei protagonisti e i filmati d’epoca, i mesi successivi al colpo di Stato dell’11 settembre 1973 che pose fine al governo del presidente Salvador Allende in Cile. Moretti si concentra in particolare sul ruolo svolto dall’ambasciata italiana a Santiago, dove trovarono asilo molti oppositori del regime del generale Augusto Pinochet. Ma il film riserva anche un forte riferimento ai nostri giorni.


«Io sono arrivato, come esule, in un’Italia che aveva fatto la guerra partigiana, difeso lo statuto dei lavoratori. Sono arrivato in un Paese che era molto simile a quello che sognava Allende in quel momento lì. Oggi viaggio per l’Italia e vedo che assomiglia sempre di più al Cile, nelle cose peggiori del Cile». A parlare è l’imprenditore Erik Merino, uno degli esuli intervistati da Moretti.
«Esilio», è la parola giusta, appunto, per chi visse il rovesciamento manu militari del legittimo governo del socialista Salvador Allende, il primo leader marxista salito al potere tramite libere elezioni, nel 1970, a capo della coalizione di Unidad Popular. Nazionalizzazione del rame, scuola per tutti, lotta alla povertà con la distribuzione gratuita di mezzo litro di latte al giorno per ogni bambino. E una contagiosa felicità nelle strade che spaventò gli Stati Uniti. La Cia infatti giocò un ruolo nella presa del potere da parte di Pinochet, il quale mise in campo un’inusitata ferocia giungendo a far bombardare dall’aviazione il Palacio de La Moneda, la residenza presidenziale di Santiago. Allende si tolse la vita o venne assassinato (un mistero mai chiarito), mentre cominciavano i giorni - anzi, i lunghi anni fino al 1990 - delle torture, degli omicidi politici, dei desaparecidos, delle disperate fughe.


L’eco di quella storia terribile giunse assai forte in Italia dove il Partito comunista di Enrico Berlinguer, temendo uno «sbocco cileno» per la nostra fragile democrazia, varò la stagione del «compromesso storico» con la Democrazia cristiana.
Questo lo sfondo epocale del documentario di Moretti, che a un certo punto, intervistando uno degli aguzzini tutt’oggi incarcerato, dichiara tanto laconico quanto netto: «Io non sono imparziale». E lo ripete: «Io non sono imparziale». Finché la parola non va ai diplomatici italiani che nel 1973 lavoravano a Santiago. Quasi per caso, quei «giusti» decisero di offrire rifugio a centinaia di oppositori, che furono salvi dopo aver saltato il muro della nostra ambasciata.


Nanni Moretti, 65 anni, è venuto a Bari nel 2015 per essere premiato dal Bif&st e nel 2011 per un affollatissimo incontro alla Facoltà di Lettere, su invito di chi scrive quest’articolo. In quell’occasione volle visitare «la stanza del padre», l’antichista Luigi Moretti scomparso nel 1991, che aveva insegnato Storia antica ed Epigrafia greca nell’Ateneo barese negli anni Sessanta. Ma a Bari sono legati anche gli esordi della prestigiosa carriera da studioso di Franco Moretti, fratello maggiore di Nanni, in cattedra alla Stanford University in California. Nel capoluogo pugliese Franco Moretti frequentò un dottorato in Letterature comparate avendo per compagni il futuro giornalista Pierluigi Battista e l’anglista Stefano Bronzini e pubblicò nel 1976 per i tipi dell’Adriatica di Vito Macinagrossa il suo primo saggio, Letteratura e ideologie negli anni Trenta inglesi.
Il prossimo film di Nanni Moretti, in preparazione, è ispirato al romanzo Tre piani dell’autore israeliano Eshkol Nevo (Neri Pozza, 2017).

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