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La proposta di Bonisoli

Stop domeniche gratis nei musei: parlano i direttori pugliesi

Le opinioni di Eva Degl'Innocenti, Clara Gelao, Mariastella Margozzi, Rosa Mezzina ed Elena Saponaro

museo archeologico di Taranto

Le prime domeniche del mese gratis al museo. Sì o no? La domanda è circolata frenetica, nel primo pomeriggio di ieri. il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Alberto Bonisoli ha annunciato che dopo l’estate si farà marcia indietro, rispetto all’iniziativa lanciata da Franceschini nel luglio 2014 con tanto di hashtag, #domenicalmuseo. Lasciando però la decisione ai direttori dei musei e siti archeologici, se proseguirla o meno. Intanto, mentre si avvicina la prima domenica di agosto (presumibilmente l’ultima o la penultima con ingresso gratis), cosa ne pensano alcuni dei direttori dei musei pugliesi?
«È stata una sperimentazione - spiega Mariastella Margozzi, da circa sei mesi direttore del Polo Museale della Puglia – e ha dato certamente esiti positivi. Tra questi l’avvicinamento di quel pubblico che riteneva il museo una spesa superflua. Ma al di là del mancato introito, è indubbio che i musei facciano fatica. In quei giorni si verifica un sovraffollamento di visitatori, a fronte del personale che non è abbastanza. E accade che la quantità vada spesso a scapito della qualità della visita. Dovremmo forse trovare altre strategie per motivare la gente a frequentare i luoghi di cultura. Dirigo 15 musei statali pugliesi e ognuno di essi ha delle esigenze precise, diverse da altri».


Se è vero che in alcuni grandi contenitori come i castelli il sovraffollamento è più difficile da controllare, in altri siti o musei più piccoli l’ingresso andrebbe forse «direzionato» in maniera più virtuosa. «Bisogna cercare di dare un’identità precisa ai luoghi, ogni sito dovrebbe avere qualcosa che riesca ad attrarre. Prendiamo Castel del Monte, il nostro bene culturale più visitato. Nei feedback che raccogliamo all’uscita, alcuni visitatori scrivono che è tutto bellissimo, ma di non aver trovato granché all’interno. Eppure parliamo di un sito talmente magnifico e ricco di storia. Allora vuol dire che quel luogo deve “raccontare” meglio se stesso, dobbiamo offrire al visitatore qualcosa che lo appaghi, un valore aggiunto. Dovremmo costruire una sorta di “narrazione” dentro i musei e saper accogliere, più che vigilare. E poi migliorare in ogni senso l’accessibilità, favorendo la visita per tutti i diversamente abili, senza distinzioni».
Sulla stessa linea è la direttrice di Castel del Monte, Elena Saponaro: due giorni fa il maniero federiciano ha ospitato un concerto della Kazakh State Chamber Orchestra, con la celebre violinista Aiman Mussakhajayeva. «Dobbiamo coccolare il visitatore - afferma -, ma stanare soprattutto quello che non ci viene. E che non può essere il turista del mordi e fuggi. Ci vuole rete tra tutti i beni culturali per attrarre il comune visitatore, capace di trovare interesse dovunque vada. Quanto alle prime domeniche mensili gratuite, abbiamo sempre avuto numeri elevatissimi. Fosse per me io non metterei nessun biglietto, perché la cultura deve poter essere fruita da tutti. Sarei però favorevole a un biglietto giustificato da un miglioramento dell’offerta culturale: laboratori per bambini e adulti, per esempio».
«Il ministro lascerà i direttori liberi di decidere come e se attuare giornate gratuite? È una proposta interessante - spiega Eva Degl’Innocenti, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto «MarTa» -, riflettendo su quali eventi potrebbero essere gratuiti o quali organizzare con un costo simbolico. Non dimentichiamo però le carenze di organico, con le quali dobbiamo fare i conti. Dovremmo sempre cercare di equilibrare tutti gli aspetti, quando parliamo dei musei».
Insomma, sul successo numerico delle domeniche gratis non ci sono dubbi. Ma nella riflessione entrano in gioco anche altri fattori. «Personalmente - dice Rosa Mezzina, direttrice del Castello Normanno Svevo di Bari e del Castello Svevo di Trani - ho una convinzione: tutto ciò che non si paga, non si apprezza. Perché tutto si deve pagare e la cultura no? Quando un visitatore paga un biglietto, dà un valore a ciò che acquista. Non c’è dubbio che la domenica gratuita abbia attratto un grande pubblico, ma credo sia giusto che ogni struttura rifletta in base alle proprie esigenze. Sono sempre stata generosa e partecipativa, ma allora diamo un segnale preciso al visitatore, anche ponendo un biglietto al costo simbolico di un euro. Inoltre l’eccessiva pressione antropica provoca danni ai beni culturali. Se penso a chi spende in media 5 euro per un pacchetto di sigarette (nocivo) e non se ne spendono altrettanti per la cultura (che fa bene alla salute), mi arrabbio».
C’è anche chi però, come Clara Gelao, direttrice della Pinacoteca «Giaquinto» di Bari, non prende bene l’annuncio del ministro. «Non sono d’accordo con l’abolizione delle domeniche gratuite: a titolo personale dico e penso che i musei siano beni che appartengano a tutti noi. Certo, visto che l’attuale governo in carica dà grande importanza ai sondaggi in rete, sarebbe interessante se se ne facesse uno in questo caso, chiedendo agli utenti cosa ne pensano dell’abolizione dell’iniziativa».

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