È «Superbo» il finale di Biol 2026
Chiusa ieri a la 31esima edizione: di Terracina (Latina) il miglior olio evo bio del mondo
BARI Un viaggio tra le meraviglie dell’olio extravergine di oliva biologico, con un occhio alle identità locali e uno sguardo al mercato globale. Si è chiusa ieri con la proclamazione dei vincitori la 31esima edizione del Premio Internazionale Biol, la manifestazione nata nel 1996 ad Andria e organizzata dall’associazione dei produttori biologici Biol Italia, su iniziativa del Consorzio Italiano per il Biologico, con l’obiettivo di promuovere la qualità della produzione biologica nel mondo.
La sfida, come chiarito più volte dal presidente Nino Paparella, è quella di «spingere i produttori a ottenere non sono un olio ecologicamente responsabile ma anche di buona qualità». E la Puglia, da questo punto di vista, è regione leader con oltre il 25% degli oliveti coltivato in biologico e un consumo locale sempre più interessato alle evoluzioni del settore. Il Premio, anche quest’anno, ha offerto spazi di approfondimento, occasioni di degustazione, incontri con le scuole per allargare lo sguardo e il messaggio. Poi, naturalmente, l’attesa proclamazione dei vincitori, avvenuta ieri nel Salone San Nicola della Camera di Commercio di Bari, a chiudere una contesa che ha visto sul palcoscenico del Premio ben 504 oli provenienti da 17 differenti Paesi produttori con 310 le etichette italiane e 194 europee ed extraeuropee. È «Superbo», dell’azienda Americo Quattrociocchi di Terracina (Latina), l’extravergine di oliva biologico migliore del mondo, in base alle valutazioni della giuria del Premio. Seguono sul podio, il Rincón De La Subbética (Dop Priego De Córdoba) dell’azienda agricola spagnola Almazaras de la Subbética di Cordoba, al secondo posto, e Jasa Prestige Cuvée dell’azienda slovena Jasa Prestige Cuvée, al terzo posto. Nella classifica dei primi dieci extravergine d’oliva biologici anche il pugliese Tenuta Arcamone (Dop Terra di Bari - Bitonto) dell’azienda agricola De Carlo (Bitritto). Al siciliano Giarì, (Dop Valli Trapanesi) dell’Azienda Agricola Xiggiari di Francesca Triolo il Premio BiolPack, assegnato non solo per l’estetica ma anche per la capacità di comunicare i valori del bio. Il Cianciallegra del Frantoio Franci ha conquistato invece il Premio BiolKids e il palato dalla giuria di studenti dell'istituto Imbriani-Balilla di Bari. Infine, Mimì Peranzana dell’Azienda Agricola Donato Conserva di Modugno (Bari) ha ottenuto il Premio BiolMedia, assegnato da una giuria selezionata di giornalisti pugliesi. [l.p.]