tour del gusto

Putignano, «Botteghe antiche» chiude nei weekend: rallentare per tornare ai ritmi autentici della convivialità

Barbara Politi

Dal 16 febbraio la trattoria di Stefano D’Onghia chiude il sabato sera e la domenica, sia a pranzo che a cena, scegliendo di rallentare per restituire valore al tempo e alla qualità

Dal 16 febbraio la trattoria di Stefano D’Onghia chiude il sabato sera e la domenica, sia a pranzo che a cena, scegliendo di rallentare per restituire valore al tempo, alla qualità e ai ritmi autentici della convivialità. In un’epoca dominata dalla velocità, dalla disponibilità continua e dalla ricerca costante di performance, “Botteghe Antiche”, la trattoria del centro storico di Putignano, compie una scelta controcorrente: restituire al tempo la sua giusta dimensione. Una decisione che nasce da una riflessione profonda sul senso stesso della trattoria e si inserisce nel percorso di ritorno alla semplicità e ai ritmi più autentici della convivialità che il locale porta avanti da un po’. «In un tempo che corre veloce, dove il ‘sempre aperti’ sembra l’unica via, ho deciso di rallentare. Di restituire ai giorni la loro dignità. Il fine settimana è tempo prezioso: è famiglia, silenzio, cammino, riposo, pane condiviso senza orologio.

È questa la filosofia – quella del buono, del giusto, del tempo umano – che ha sempre ispirato la nostra cucina» – ha spiegato il titolare, Stefano D’Onghia. Concentrando l’attività nei giorni feriali, la trattoria sceglie di valorizzare il tempo del servizio, del lavoro e dell’esperienza a tavola. Rallentare non significa fare meno, ma fare meglio: «Una brigata che lavora con equilibrio lavora meglio: più concentrata, più serena, più attenta al dettaglio” – ha continuato lo chef di “Botteghe Antiche”. Con questa scelta, la trattoria invita i propri clienti a fare altrettanto: scegliere la settimana come tempo dell’esperienza, sedersi a tavola senza fretta e ritrovare il piacere dello stare insieme. “Non è una rinuncia al fine settimana, ma un invito a ripensare il modo di vivere la ristorazione, riportando al centro la relazione e il tempo umano che la nutre. Continueremo a esserci, dal lunedì al venerdì a pranzo e cena e sabato solo a pranzo, con il cuore di sempre, i sapori veri, le parole buone».

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