L'intervista

La «nuova maturità» di Malika Ayane passa da Sanremo: «Torno sempre con stupore, ma zero paranoie»

Bianca Chiriatti

La raffinata cantautrice presenta «animali notturni», in cui si concede di fare la «semi-interprete»: «Mi sono chiesta quanto potessi dare io alla canzone, e non quanto lei potesse dare a me». E il duetto con Santamaria: «Sarà tutto cantato...»

«Sono serena, torno a Sanremo con tutti i benefici dell'età adulta, riconoscendo la bellezza e i lati positivi di chi c'è già stato e ha ancora stupore ma meno paranoie». Così Malika Ayane presenta «animali notturni», brano che porta in gara al prossimo Festival di Sanremo. Una canzone scritta insieme a Edwyn Roberts e Stefano Marletta in cui la raffinata cantautrice si consente di tornare a essere una «semi-interprete»: «Non ho sentito il bisogno di dimostrare nulla, anzi quando è arrivata questa bozza, che era già strutturata, mi sono chiesta quanto potessi dare io alla canzone, e non quanto lei potesse dare a me». Un lavoro di squadra che consolida il rapporto della cantautrice con la storica etichetta Carosello Records, nato oltre un anno fa. La canzone sarà accompagnata dal 27 febbraio da un’esclusiva versione in vinile 45 giri, già disponibile in pre-order da oggi alle 10, che sul lato B conterrà l’inedita versione «(siamo tutti) animali notturni», realizzata insieme ai Dov’è Liana, sofisticato trio francese che sguazza nell'elettronica. Il tour nei teatri, annunciato per il prossimo autunno, farà tappa anche in Puglia, il 16 novembre al Palatour di Bitritto.

Nel brano c'è un'espressione che dice «Siamo sconosciuti per la gente che non ci capirà mai»: quanto è importante l'accettazione su un palco come quello dell'Ariston?

«Sono abbastanza rilassata, sicuramente chi ha deciso che c'è un'etichetta per ogni cosa vedrà sul palco una Malika meno scontata. Ma a quarant'anni capisci che non è più così necessario che la validazione arrivi dall'esterno. È importante un punto di vista diverso dal nostro, ma anche riconoscere quanto questo abbia senso, farlo penetrare sotto la nostra pelle».

Per la serata delle cover sarà insieme a Claudio Santamaria, festeggiate i 60 anni di «Mi sei scoppiato dentro al cuore» di Mina...

«Mi emoziona ogni volta che la ascolto. Volevo qualcosa che controbilanciasse il brano in gara, che ha un livello di stratificazione e produzione complesso, meno prendibile al primo ascolto e anche difficile da cantare. Claudio Santamaria è intensissimo, canta anche molto bene, dà particolare intensità a certe parole. E sì, anche se lui è un attore, sarà tutta cantata: sarebbe un peccato mortale non farlo».

Domanda di rito: dovesse avere la possibilità di andare all'Eurovision, cosa farebbe?

«A parte che non vincerò Sanremo, ritengo che ogni opportunità, quando parliamo di platee molto grandi, sia giusta per portare messaggi di inclusione. Sarebbe molto diverso se mi invitassero a cantare in un'ambasciata».

Cambiando totalmente argomento: a livello estetico che versione di Malika Ayane vedremo sul palco?

«Penso sempre di rimanere concentrata sul minimalismo. Ma sarà tutto bellissimo, lo prometto».

Sempre pizzicando dal testo, si punta «alla luna». Qual è la luna a cui punta?

«Sicuramente non il dito, non al fossilizzarsi su di sé. Se mi capitassero altri vent'anni come questi, mi tengo le rughe, ma il futuro così mi piace. Con questa serenità e la possibilità di fare quello che mi piace nella vita».

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