Giovedì 22 Gennaio 2026 | 19:39

Passa dalla Puglia il tour dei Mercanti di Liquore: «Non ci troverete mai» fa tappa a Bari e Nardò

Passa dalla Puglia il tour dei Mercanti di Liquore: «Non ci troverete mai» fa tappa a Bari e Nardò

 
Redazione online

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Passa dalla Puglia il tour dei Mercanti di Liquore: «Non ci troverete mai» fa tappa a Bari e Nardò

Appuntamento domani nel capoluogo all'Officina degli Esordi e sabato al Jungle, nel Salento. Tutto per presentare il nuovo album, il ritorno discografico di una band simbolo tra combat-folk, rock e identità marginale

Giovedì 22 Gennaio 2026, 14:44

Fa tappa in Puglia il tour dei Mercanti di Liquore per la presentazione dal vivo di «Non ci troverete mai», il nuovo album pubblicato lo scorso 14 maggio e distribuito da A1 Entertainment, già anticipato dal singolo «Coltivare l’ortica». Un disco che fin dal titolo si propone come un manifesto di poetica e di posizionamento, e che dal vivo trova una naturale estensione nel dialogo diretto con il pubblico.

I prossimi appuntamenti sono:

23 gennaio a Bari, Officina degli Esordi;
24 gennaio a Nardò (LE), Jungle;
15 febbraio a Genova, LaClaque;
21 febbraio a Mezzago (MB), Bloom.

Dieci le tracce che compongono l’album, dieci racconti che restituiscono con forza l’identità di una band che non ha mai rinunciato a una posizione netta, spesso scomoda, sempre dichiarata. Sotto il profilo testuale, i Mercanti di Liquore guidati da Lorenzo Monguzzi continuano a non fare sconti a nessuno: rivendicano scelte, appartenenze, un lato preciso da cui guardare il mondo, oggi più che mai. Dal punto di vista musicale, il disco attraversa una pluralità di stili: dal combat-folk robusto ed evoluto che ha caratterizzato storicamente il gruppo, al rock, fino a incursioni latinoamericane e a momenti più intimi e riflessivi.

«Non ci troverete mai» è anche il risultato di un processo di trasformazione profonda. A raccontarlo è lo stesso Monguzzi, che definisce il disco «una dichiarazione di appartenenza ad un mondo e ad una cultura orgogliosamente marginale e periferica». Una storia antica, ma sempre attuale per chi in quella cultura è nato e cresciuto. Dopo anni di silenzio, questa dichiarazione diventa musica e parole, e si inserisce nella storia della band come un discorso da riprendere e riformulare.
«Nel frattempo la musica è cambiata, è cambiata la scena, forse persino l’Italia», spiega Monguzzi, «e allora tocca di cambiare anche a noi. Il cambiamento dovrebbe essere l’unica costante nel lavoro di un artista». Da qui l’introduzione di nuovi strumenti, nuove mani, nuovi mondi sonori: un lavoro che non corrisponde alle aspettative più prevedibili e che proprio per questo rappresenta, per il gruppo, «una piccola vittoria».

Attivi da quasi trent’anni, i Mercanti di Liquore hanno sempre privilegiato il palco rispetto allo studio. All’attivo contano tre album di inediti più questo nuovo lavoro, ma soprattutto una lunghissima serie di concerti in tutta Italia. Importanti anche le collaborazioni con Marco Paolini, con cui hanno realizzato due pubblicazioni legate ad altrettanti spettacoli teatrali, contribuendo alla scrittura e alla messa in scena dei progetti.

Fin dagli esordi, il gruppo ha dichiarato il proprio debito nei confronti di Fabrizio De André, fonte d’ispirazione non solo per il nome della band, ma anche per buona parte della scaletta del primo album «Mai Paura» (1999). Un’eredità raccolta non in chiave imitativa, ma come tensione etica verso una canzone capace di raccontare storie marginali, conflitti sociali e contraddizioni del presente.

Dopo una lunga pausa dalle scene, il ritorno avviene nel 2021 con «Lombardia», un 45 giri in vinile legato a un progetto speciale di Emergency sulla pandemia da Covid-19, che vede la partecipazione di quasi trenta artisti, tra cui Edda, Giorgio Canali, Omar Pedrini, membri di Bandabardò, Punkreas, Ministri, Fast Animals and Slow Kids, Pinguini Tattici Nucleari e molti altri. Un’esperienza collettiva che riaccende il percorso della band e prepara il terreno per questo nuovo album.

«Non ci troverete mai» si presenta dunque come un lavoro solido, emotivamente denso, politicamente implicito senza essere didascalico, capace di tenere insieme rabbia, ironia, malinconia e desiderio di cambiamento.

Formazione presente nel disco:
Lorenzo Monguzzi – voce e chitarre acustiche
Andrea Verga – banjo, mandolino, chitarre elettriche e cori
Nadir Giori – basso elettrico e contrabbasso
Elio Biffi – tastiere, fisarmonica e cori
Lorenzo Bonfanti – batteria e cori

Guest:
Giancarlo Cinelli – basso elettrico in «Quel giorno»
Antonio Amadeus Pinnetti – voce narrante in «Quel giorno»
Lella Costa e Francesca Botti – voci narranti in «Quadretto»

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