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In Puglia e Basilicata

L'intervista

Nada: «Io, ribelle e anarchica». Oggi il concerto a Vieste

Nada: «Io, ribelle e anarchica». Oggi il concerto a Vieste

Nella tappa live della diciottesima edizione della rassegna multi-artistica che affronta il tema «pace e rinnovabili», Nada dividerà il palco, dalle ore 21, con una promessa del cantautorato italiano, la toscana Emma Nolde

02 Agosto 2022

Alessandro Salvatore

Nada Malanima ci ha lasciato In mezzo al mare, l’ultimo suo singolo preludio del prossimo e vicino lavoro discografico. Oggi, la cantautrice che sta attraversando il suo sesto decennio di una carriera in moto evolutivo, si esibirà alla Marina Piccola di Vieste per Festambiente Sud. Nella tappa live della diciottesima edizione della rassegna multi-artistica che affronta il tema «pace e rinnovabili», Nada dividerà il palco, dalle ore 21, con una promessa del cantautorato italiano, la toscana Emma Nolde. La doppia esibizione, intervallata, offrirà un parallelo tra generazioni del canto e della parola Made in Italy che si annuncia interessante.

Nada, la sua «anima» che è un tutt’uno con la sua cifra musicale, è arrivata in un porto sicuro?

«La mia anima è sempre in mezzo al mare, e vado lì a scavare in cerca del meccanismo sconosciuto che porta alla nascita dei sentimenti».

Ha fatto della sua casa, della sua esistenza, un’enciclopedia musicale tanto da tirar fuori esperienze canore catalogandole nella loro essenza primitiva in un «Materiale domestico» come dal titolo del suo ultimo ventunesimo album: per Nada le quattro mura riservano un’essenza capace di far esplodere pezzi d’arte unici?

«Non credo di fare pezzi d’arte unici. No, io sono un’artigiana che tra le mura di casa riesce a scoprire le sconosciute dinamiche affettive che mi dettano musiche e parole che rispecchiano il mio stato d’animo che a volte è tranquillo ma spesso no».

La musica leggera, il genere popolare, il rock, le sfumature blues, sino a planare a ciò che oggi viene etichettato come canzone d’autore nella parola «Indie»: ma in fondo lei cantante «indigena» (nella sua accezione di tipicità intima) lo è sempre stata, è d’accordo?

«Sono nata così, triste, ribelle e anarchica, e cerco, e quasi sempre mi riesce, di fare solo quello che mi piace. Se questo è essere Indie lo sono sicuramente».

La lirica dei suoi testi appare libera da preconcetti, distante da ideazioni musicali a tavolino, tanto da tirare fuori gemme come «Amore Disperato», «Senza un Perché» fino «Mille Stelle», che hanno trovato la loro elevazione in un contesto cinematografico. Che sensazione ha provato nell’ascoltarsi dentro una pellicola?

«Nelle mie canzoni mi sono sempre riproposta di dare forma alle parole in modo da creare immagini. Mi piace molto il cinema, forse più della musica.

Oggi si esibirà per Festambiente Sud sul Gargano, una terra ancora non completamente esplorata, figlia di una chiusura primitiva che cerca di aprire le proprie porte al mondo: la musica può essere una chiave giusta pensando alla sua carriera partita da una frazione della provincia livornese?

«Per me la musica può essere una delle tante chiavi che servono a scoprire la bellezza e le ingiustizie che abbiamo intorno».

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