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In Puglia e Basilicata

L'intervista

«Tanto tutto passa», il viaggio in musica della barese Gaia Gentile

«Tanto tutto passa», il viaggio in musica della barese Gaia Gentile

Nel nuovo disco una tavolozza di suoni e colori che riflettono le avventure in giro per il mondo della cantautrice

31 Maggio 2022

Bianca Chiriatti

È uscito giovedì 26 maggio «Tanto tutto passa», il nuovo album della barese Gaia Gentile. Dieci tracce scritte da lei insieme a Nicolò Pantaleo e Antonello Boezio, dove con suoni e parole porta gli ascoltatori in giro per il mondo raccontando in musica la tournée che l'ha portata in tutto il mondo. Ultima tappa in Brasile, terra in cui Gaia ha avuto la possibilità di collaborare con artisti come Alegre Correa, chitarrista della band The Zawinul Syndicate (vincitori del Grammy Award 2009 come miglior album di jazz contemporaneo), e Sandro Haick, produttore e direttore musicale di molti progetti che vantano la vittoria dei Latin Grammy.

«Avevo bisogno di spensieratezza, di trasmetterla e di averne per me - racconta la cantautrice alla «Gazzetta» - ho preso l'ukulele in mano ed è nato il primo pezzo, che dà il titolo al disco. In musica cerco di essere ottimista, provo ad aprirmi e a contagiare anche chi ascolta. In questa vita di contrasti è importante armarsi di entusiasmo».
Gaia ha cercato di sfruttare al meglio il lungo periodo di stop a causa della pandemia: «Sono tornata in Puglia da Milano proprio a causa del Covid, mi sono fermata e ho capito cosa fosse prioritario per me, ho deciso di buttarmi nella musica e in ciò che credo, è un modo per sentirsi vivi e contrastare i momenti bui». E l'album racconta il viaggio di un intero anno: «Ho avuto la possibilità di stare in giro, uno dei miei posti del cuore è Parigi, ma la permanenza in Brasile a novembre scorso ha influenzato tutto il disco, anche perché ci ho registrato alcune tracce. Ho incontrato fisicamente Sandro Haick, con cui avevo lavorato solo online, ho fatto un viaggio dentro me stessa come donna, nei miei sogni, ho voglia che le persone si soffermino sulla mia musica. Oggi le canzoni escono alla velocità della luce, sono usa e getta, i miei brani sono abbastanza ambiziosi, molto profondi e molto suonati, e ci tengo a farli viaggiare tanto quanto ho viaggiato io».

E il suo cammino è cominciato ad appena 18 anni, con un quintetto vocale a cappella che l'ha portata in giro per il globo. Oggi invece con il progetto solista si toglie non poche soddisfazioni: «Dopo tanti combattimenti interiori ho capito che fare ciò che ti piace a prescindere dalle logiche di mercato ti fa stare meglio, ti aiuta a vivere meglio. Essere sinceri con se stessi è una delle chiavi del successo».

Un successo dovuto anche alle molteplici ispirazioni di Gaia, che è legata alla musica classica ma ascolta tutto: «Fiumi di Debussy, Chopin, ma anche pop cantautorale, Fossati, Dalla, Battisti, che ha infuenzato moltissimo questo disco. Jazz, soul, sono abbastanza onnivora». E a chi le chiede se sia contenta di essere tornata in Puglia, risponde con convinzione: «Il panorama pugliese è una fucina di talenti, aiuta tanto gli artisti, penso sia una regione feconda a 360 gradi, non solo in musica. Riesco a fare tutto da qui, nella mia terra, con l'aria buona, ho anche vinto il bando di Puglia Sounds. È bellissimo restare».

Una terra che continua ad apprezzarla e a celebrare i suoi successi, come l'aver intonato «We are the Champions» allo stadio San Nicola per celebrare la promozione del Bari in serie B: «Ascoltare quelle 30mila persone cantare con me è stato emozionante. Solo ora riesco a metabolizzare: non ho dormito per una settimana per l'adrenalina, è stata una cosa indescrivibile, una delle esperienze più belle della mia vita».

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