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Pioniere del jazz made in Basilicata: Giancarlo Cracas il Cerri lucano

Pioniere del jazz made in Basilicata: Giancarlo Cracas il Cerri lucano

Maestro di musica, profondo conoscitore della scena anni '70-'80, ma soprattutto chitarrista: Giancarlo Cracas è il pioniere del linguaggio jazzistico a Potenza

18 Maggio 2022

Massimo Brancati

POTENZA - È considerato il Franco Cerri lucano. Alla fine degli anni '70 conobbe il grande maestro (scomparso il 18 ottobre 2021) e quell'incontro fu l'inizio di tutto, il «big bang» della passione per il jazz esplosa nel suo percorso artistico dopo il primo amore musicale legato al rock dei Deep Purple e i Led Zeppelin. Maestro di musica, profondo conoscitore della scena anni '70-'80, ma soprattutto chitarrista: Giancarlo Cracas è il pioniere del linguaggio jazzistico a Potenza e in Basilicata. Non solo come esecutore e interprete, ma anche sul fronte didattico e divulgativo.

Non è stato facile per un giovane di quegli anni addentrarsi nel mondo del jazz, anche perché – al netto di qualche disco – non aveva grandi riferimenti da cui apprendere tecnica e attitudine: «Fu proprio Cerri – racconta Cracas – a darmi una grande mano. Nel 1977 andai a Milano per incontrarlo. Con la grande umanità e signorilità che lo hanno contraddistinto, Cerri mi accolse subito dandomi consigli utili per conoscere meglio il jazz. Mi regalò il primo volume del libro didattico di Ongarello e alcune sue personali elaborazioni armoniche di standard jazz». Da lì è partito il viaggio di Cracas nel genere musicale in cui tecnica, sensibilità e studio s'intrecciano, si fondono, creano un amalgama indissolubile. «Tornai in quello stesso anno – aggiunge Cracas – a Milano con il mio amico, concittadino e cantautore Rosario Brancati per la registrazione di alcuni brani di quest’ultimo, presso lo studio di produzione di Alberto Radius. In quella occasione incontrai lo straordinario e poliedrico pianista Sante Palumbo, all’epoca collaboratore del chitarrista della Formula 3. Palumbo era già una delle figure più prestigiose per il jazz italiano, nonché all’avanguardia, perché ne abbracciava diverse varianti evolutive. Fu un'interlocuzione proficua sotto il profilo didattico e dell'amicizia».
E a proposito di amicizia, Cracas ritrovò il suo “padre jazzistico” Cerri con il quale aveva ormai intessuto uno stretto rapporto umano oltre che formativo.

Nella fine degli anni '70 Cracas acquisì nozioni e consigli da altri musicisti di grande livello da Tomaso Lama a Tommaso Lorusso, da Eddy Palermo a Umberto Fiorentino, da Franco D'Andrea a Enrico Pierannunzi. Quegli anni Cracas si catapultò nello studio dal jazz, in tutte le sue sfaccettature, stimolato dagli scambi avuti con dei grandi rappresentanti di questo genere musicale, maturando una gran padronanza di linguaggio ed iniziando a sviluppare delle proprie impronte stilistiche.
Dopo tanto studio e crescita, giunse la naturale esigenza per un musicista di esibirsi. Ed ecco che nel 1979, con l’amico e chitarrista potentino Carlo Petrone, Cracas costituì un duo, offrendo un repertorio fatto di bossa nova e classici del jazz. È del 1980, alla Rai di Basilicata, una loro memorabile esibizione, in cui fra altri brani eseguono il classico bossanovistico Orfeo Negro (c'è un video dell'esibizione su Youtube). Nel 1982 Cracas formò il primo quartetto jazz nella storia di Potenza: il Cracas Jazz Quartet, composto da Giancarlo Cracas ed Alberto De Michele alla chitarra, Nello Giudice (storico collaboratore di Pino Mango) al basso e Lanfranco Salerno alla batteria. La band piace e cattura l'attenzione del pubblico con numerose esibizioni, tra le quali l'apertura al concerto dei quartetti di Franco D’Andrea e di Paolo Damiani e del gruppo fusion dei Lingomania, formato da Roberto Gatto, Maurizio Giammarco ed dal giovane Danilo Rea. Da quel momento Cracas divenne un riferimento imprescindibile per la musica jazz nella città di Potenza, cominciando a divulgare le sue conoscenze e la sua esperienza ad altri musicisti ed allievi. Ancora oggi continua a trasferire ai ragazzi il suo know how musicale, forgiato da tanti anni di studio, di passione e di amore per il jazz. 

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