Sabato 25 Giugno 2022 | 18:06

In Puglia e Basilicata

La commemorazione

Potenza, studenti in corteo per ricordare la strage di Capaci

Il serpentone ha sfilato per le principali vie della città partendo dalla caserma dei carabinieri. Tappa finale il Palazzo di Giustizia

23 Maggio 2022

Redazione online (foto Tony Vece)

POTENZA - «Non li avete uccisi, le loro idee camminano sulle nostre gambe». Un lungo corteo di studenti di tutta la provincia e tanti cartelloni colorati hanno ricordato questa mattina a Potenza la strage di Capaci che costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e ai suoi agenti di scorta.

La «Marcia della legalità contro le mafie», è stata organizzata dall’Unicef Basilicata con la collaborazione della sezione di Potenza dell’Associazione nazionale magistrati, a 30 anni dal 23 maggio 1992, giorno dell’attentato mafioso in cui persero la vita, con Falcone, la moglie e magistrato Francesca Morvillo, e gli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Alla camminata - che è partita dalla Caserma Lucania - hanno partecipato gli studenti degli istituti potentini, «Da Vinci - Nitti», «Einstein - De Lorenzo», del Centro provinciale per l'istruzione degli adulti (Cpia), del liceo scientifico "Pasolini», con il Coordinamento consulta studentesca e le associazioni studentesche universitarie.

La presidente della Corte d’Appello del capoluogo, Rosa Patrizia Sinisi, che ha accolto un gruppo di ragazzi nella sala Grippo, ha spiegato l’importanza di «organizzare una marcia per farli uscire dalle scuole. La scelta - ha spiegato - è nata interpretando il pensiero di Falcone, secondo cui le persone e gli uomini passano però le idee camminando sulle gambe delle generazioni che vengono».
La presidente regionale dell’Unicef, Angela Granata, ha spiegato il «triplice messaggio» della marcia, tra «la costruzione di una memoria storica nei ragazzi, l’esempio e l'impegno a formare una coscienza mai indifferente, perché - ha concluso - proprio dall’indifferenza le mafie fanno radici e traggono forza».

Gli studenti, infine, hanno ascoltato l’esperienza personale di chi ha collaborato con il giudice Falcone, il maresciallo della Guardia di Finanza in servizio presso la Pg di Potenza, Filippo Longo, che ha condiviso il ricordo del suo primo incontro con il magistrato. «Avevo 22 anni quando incontrai Falcone per la prima volta, lui quando mi vide e seppe la mia età, mi disse in dialetto palermitano che i giovani apprendono prima», ha concluso Longo. Il corteo è partito questa mattina alle 9 dalla caserma comando Legione Basilicata dei carabinieri di Potenza per concludersi, dopo aver attraversato le principali strade della città, davanti al Palazzo di Giustizia.

IL RICORDO A VIETRI

Una iniziativa che è cominciata sotto il grande murale «Siamo vivi», dell’artista Antonio Perrotta, che raffigura l’iconica immagine dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino mentre parlano, che si è conclusa con la piantumandone di un ficus, lo stesso albero che a Palermo è stato piantato sotto l’abitazione del giudice Falcone: sono state alcune delle iniziative che l’amministrazione comunale di Vietri di Potenza (Potenza) ha organizzato per celebrare la "Giornata della legalità».
Alla manifestazione hanno partecipato il sindaco di Vietri, Christian Giordano, don Marcello Cozzi di «Libera», il senatore del Movimento 5 stelle, Arnaldo Lomuti, il viceprefetto di Potenza, Ester Fedullo, e alcuni studenti che hanno mostrato "dei lavori che hanno fatto, e hanno letto alcuni pensieri e cantato, contro ogni mafia e per la legalità», è scritto in una nota dell’ufficio stampa del Comune.

«La legalità - ha detto il sindaco - è un tema culturale e solo attraverso il coinvolgimento e la sensibilizzazione delle nuove generazioni potremo ambire ad una reale diffusione della cultura della legalità». A margine della cerimonia, i partecipanti hanno fatto un «tour» dei quattro murales che sono stati realizzati a Vietri, nell’ambito del progetto «I muri della legalità».

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