L'Arte non potrà mai essere fermata da una porta chiusa. Nemmeno se è la pandemia ad averla messa fuori dalle nostre vite. «La Bellezza ci salverà, ne sono certa. E lo racconto nell'unico modo che conosco, danzando. A nome di tutti i ballerini, i musicisti, gli artisti che sono tenuti fermi da mesi dall'emergenza Covid».
Antonella Albano, barese orgogliosa di esserlo, dal 2017 è prima ballerina del Teatro alla Scala. Il primo gennaio 2021 la vedremo al fianco di Roberto Bolle nel suo spettacolo «Danza con me» di Raiuno.
Il 30 novembre Antonella Albano ha messo in scena uno straordinario evento teatrale, «Il complesso volo di Frida». Si tratta di un progetto coreografico da lei ideato nel nome di Frida Khalo, muovendosi tra le meraviglie del Complesso monumentale della Pilotta, a Parma: dal teatro Farnese alla Galleria Petitot della Biblioteca Palatina fino ai Saloni Ottocenteschi della Galleria Nazionale. Uno spettacolo rigorosamente a porte chiuse, appunto, dal momento che musei e teatri sono chiusi al pubblico esterno. Ma proprio per questo «un progetto che porta a liberare le anime quando viviamo un momento difficile come questo e non possiamo nutrirci dell'Arte dei nostri magnifici luoghi storici che alimentano la cultura» spiega l’artista.
«È nato tutto per caso, una sorta di divertissement che mi è sfuggito di mano – racconta entusiasta la ballerina - . Per esempio è stata la prima volta che mi sono cimentata con la coreografia, io che sgambetto in odor di danza praticamente da sempre». Albano ha cominciato al Ballet Center di Bari, all'età di 4 anni. Si diploma alla scuola Pas De Deux di Fasano con l’insegnante Silvia Humaila. Via via, un crescendo di premi, riconoscimenti, stage con maestri classici e contemporanei fino ad entrare a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala dove dal 2017 è Prima ballerina. «Mio padre provò persino a farmi prendere lezioni di tennis, al Country Club di Bari. Il maestro gli chiese se per caso io facessi qualche altra attività sportiva visto che volteggiavo sul campo di mateco anziché rincorrere la pallina e mandarla al di là della rete». Si percepisce il sorriso della ballerina dall'altra parte del filo del telefono. «Bene, questa estate avevo bisogno di liberare l’arte imbavagliata dal Covid – continua - Ho avuto la grande disponibilità e il sostegno del direttore del Complesso della Pilotta, Simone Verde. Ho potuto danzare in quei luoghi dal profumo magico come la biblioteca, oltre lo stesso teatro. Ho contattato un mio caro amico, il maestro Piero Salvatori, musicista e polistrumentista, che ha composto per l’occasione una musica sulle cui note ho cominciato a muovere il mio cuore e a scandire i versi di “Ti meriti un amore”, poesia di Frida Khalo, donna complessa che ammiro tanto. Ma poi “serviva” qualcuno che desse voce a questa poesia. E lì mi è stato fatto il nome di un attore e doppiatore, Paolo Rossini. La regia e la produzione del balletto sono di Filippo Chiesa, con la collaborazione della Nuova Pilotta. Ha preso corpo così “Il complesso volo di Frida”. In questo caso - conclude - Frida potrebbe essere il nome del personaggio della ragazza che interpreto e del suo complesso viaggio in questi luoghi magici. Complesso come la Pilotta. Complesso come l'Arte nel complesso, poesia musica danza. Complesso come il momento che stiamo vivendo».
Un balletto in cui tutti sono coprotagonisti, dallo scenario agli artisti che vi hanno lavorato, senza chiedere nessun compenso se non mettere a disposizione la propria arte perché il progetto non si fermi. Un viaggio magico nel bello al quale sono stati indispensabili i contributi di tutti, «anche chi rimane dietro le quinte come la makeup artist Serena Ballerini, o il fotografo di scena, Federico Zardi». Il balletto è stato ripreso in un videoclip, prodotto e diretto da Filippo Chiesa. «Sarà disponibile da metà dicembre in poi, sui social ma anche ripreso da Rai3 e Rai5 -. spiega Albano -. Si è dimostrata interessata anche Televisa, una tv spagnola, per portarlo in Messico e Sudamerica. Ecco – conclude la ballerina – quello che mi piacerebbe è che un progetto del genere, una tale magia tra corpo e poesia attraverso musica arte e danza, si muova nei luoghi d'arte dell'Italia. Il prossimo sogno ad occhi aperti sarà proporlo proprio alla mia Bari, per aprire le porte dei nostri luoghi alla Bellezza al di là di ogni forma di lockdown».
(foto: 1. Marina Spironetti, 2-3. Francesca Bocchia, 4-5-6. Federico Zardi)















