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In Puglia e Basilicata

la cerimonia

Bari, Cgil: una stanza per Paola Clemente. Gesmundo: «Senza controlli, si continua a lavorare illegalmente»

L'intitolazione alla memoria della bracciante morta nei campi 6 anni fa

13 Luglio 2021

Redazione online - Foto Luca Turi

Bari - Il 13 luglio del 2015 moriva di fatica nei campi di Andria Paola Clemente, l’operaia agricola in grado di svolgere lavori di elevata professionalità ma retribuita con una manciata di euro. «Sono passati sei anni e nei campi della Puglia si continua a morire: di lavoro, di caldo, soprattutto di violazione sistematica di diritti, di mancato rispetto della salute e della dignità delle persone». Così i segretari generali della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, e della Flai Puglia, Antonio Gagliardi, nel ricordare l’anniversario della morte della lavoratrice tarantina cui è simbolicamente dedicata la legge 199 del 2016 di contrasto al caporalato e al lavoro nero, «che ebbe una accelerazione nell’approvazione proprio a seguito dello sgomento che suscitò nell’opinione pubblica la tragica vicenda di Paola».

Oggi, a sei anni dalla scomparsa, la Cgil Puglia e la Flai Cgil Puglia – che hanno prodotto il cortometraggio «La Giornata», diretto dal regista Pippo Mezzapesa, nel quale si ripercorre la vicenda dell’operaia agricola tarantina – a Paola Clemente è stata intitolata la sala videoconferenze della sede regionale della Cgil Puglia a Bari, in via Calace 4. Alla cerimonia ha preso parte anche il marito di Paola, Stefano Arcuri. «Il valore della nostra testimonianza sta nel non dimenticare il sacrificio di Paola, che ha portato a una legge come la 199 contro il caporalato, affinché nessuno più debba vivere la stessa tragedia. E invece succede ancora, come nelle campagne del brindisino qualche giorno fa», ha detto Arcuri.

Antonio Gagliardi: «In Puglia poco più di mille imprese sono iscritte su circa 37mila attive. Poco per costruire assieme quella rete di servizi, dal trasporto all’accoglienza all’intermediazione pubblica, che sono un pezzo importante di contrasto all’illegalità nel settore. Per questo chiederemo al Prefetto di Bari di convocare un tavolo regionale e riprendere un lavoro assieme su questo pezzo della legge. Alle imprese chiediamo di decidere da che parte stare, se con gli sfruttatori o con la legge».

Durissime, ancora, le parole del segretario Gesmundo: «Se leggiamo i dati delle ispezioni, è talmente bassa la possibilità di ricevere un controllo che a chi è senza scrupoli conviene agire nell’illegalità. L’ispettorato nazionale ha nel 2020 definito poco più di mille accertamenti, appena il 3% del totale delle aziende che operano nel settore primario, e il 59% è risultato non in regola, con 1000 lavoratori coinvolti e la metà in nero. Occorre potenziare gli organici degli istituti ispettivi ma alla Regione, con la quale abbiamo aperto un confronto per una revisione della legge 28 a favore della sicurezza sul lavoro, chiediamo il coraggio di riprendere in mano il tema degli indici di congruità. Ecco, per noi intitolare una sala della Cgil Puglia a Paola Clemente non è solo un fatto di forma, è rinnovare un impegno di tutto il gruppo dirigente per insieme provare a sconfiggere un fenomeno antico, che lede i diritti e offende la dignità di chi lavoro. E spesso assenza di diritti, mancanza di controlli, portano a tragici epiloghi. Facciamo che non accada davvero mai più».

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