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In Puglia e Basilicata

LA MEMORIA

Nasce a Bovino il Museo delle Armi: pezzi rari dal 1600

Nel borgo dei Monti Dauni vede la luce la preziosa collezione donata da Libero Renato Procaccini

05 Luglio 2022

Redazione online

FOGGIA - Nasce a Bovino, nel Foggiano, il Museo delle Armi e della Tradizione Armiera Raccolta d’Armi «Renato Procaccini», tra le prime tre collezioni private d’Europa. L'inaugurazione è stata salutata benevolmente dalla telefonata della segreteria della Presidenza della Repubblica che ha favorito il saluto del Presidente Mattarella. «Quello del 30 giugno 2022 è stato per Bovino un giorno che segna un evento straordinario, perché apre, per la nostra città, un nuovo e importante orizzonte turistico-culturale - evidenzia il sindaco Vincenzo Nunno.

«La Puglia che non ti aspetti… Ecco che proprio a Bovino un “unicum” attraverso l'omaggio di Libero Renato Procaccini che durante tutta la sua vita in cui è divenuto un esperto e divulgatore a livello nazionale». Nel suo nome il neo Museo delle Armi conta pezzi unici e rari, che sono stati donati da Procaccini al bel Comune dei Monti Dauni. «A Libero Renato Procaccini - spiega il sindaco di Bovino - con la sua famiglia si è reso omaggio» perché «ha permesso, con il progetto del museo, di ampliare alle future generazioni la propria cultura, rendendosi praticamente fruibile un patrimonio incredibile, di straordinaria importanza storico-culturale, il quale abbraccia un arco di tempo notevole, che parte dal 1600 e giunge fino ai giorni nostri. La forza della cultura ha coinvolto, oltre tutta l’Amministrazione Comunale, la Regione Puglia, la quale ha dato cospicuo sostenuto, sia sotto il profilo economico sia con il prezioso apporto delle professionalità e delle competenze dei suoi funzionari e tecnici. Oggi il museo delle armi aggiunge un ulteriore importante tassello al mosaico culturale di un paese già ricco di testimonianze e di storia».

L'inaugurazione del nuovo museo di Bovino ha visto ospiti illustri alla cerimonia, animata dal promotore culturale Maurizio Varriano. L’armonia della musica è stata curata dai fratelli Rampino ( Simona Stefano e Alessio) volti già noti alla Rai nella fortunata trasmissione «Una voce per padre Pio». Una organizzazione perfetta sotto ogni profilo della quale giusti artefici i tantissimi rappresentanti delle istituzioni politiche nazionali, regionali, provinciali e comunali nonché autorità militari, religiose e civili, che hanno contribuito con la loro presenza ad impreziosire, ancor più, questo giorno, davvero importante per la comunità ospitante. Il progettista, l’architetto Stefano Serpenti, con i suoi collaboratori e la ditta Antonio Picciuto, coadiuvati dall’ufficio tecnico nella persona del Responsabile di Settore, Daniele De Cotiis, e dall’Ufficio Cultura nella persona di Angelo Angino, unitamente a tutti i dipendenti comunali, hanno profuso professionalità e dedizione affinché si ponesse in essere quello che è un vero e proprio scrigno di bellezza. Il coinvolgimento spontaneo di tanti giovani, della Pro Loco, del servizio civile, il supporto logistico a cura del Comitato San Celestino e l’usuale collaborazione e diponibilità delle tante attività locali.

Un ulteriore passo in avanti, non a caso la presenza di Luciano Bucci, sarà la prossima sottoscrizione di un patto collaborativo con i musei di Eboli (il MOA) e Venafro (Il Winterline ) e l’imminente visita del Cardinale Coccopalmerio con la sottoscrizione di un Patto di Fratellanza in nome del Beato Lucci, tra Agnone e Bovino.

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