Lunedì 02 Febbraio 2026 | 08:55

Bari, spaccio e bivacchi: piazza Umberto ancora nel caos. I residenti: «Scriviamo al questore»

Bari, spaccio e bivacchi: piazza Umberto ancora nel caos. I residenti: «Scriviamo al questore»

 

Nonostante i numerosi tentativi per riportare serenità e «vita» nella zona attraverso le tante iniziative del periodo natalizio o del progetto «Piazza idea», si sono ripresentate puntualmente le gravi problematiche come l’intensa attività di spaccio di crack

Lunedì 02 Febbraio 2026, 06:30

Spaccio a cielo aperto, bivacchi, degrado. Piazza Umberto non esce dalla sua crisi. Ed ora diventa davvero concreto il timore di tornare alle insopportabili tensioni della scorsa estate, quando risse e aggressioni erano all’ordine del giorno. Nonostante i numerosi tentativi per riportare serenità e «vita» nella zona attraverso le tante iniziative del periodo natalizio o del progetto «piazza idea» promosso dall’amministrazione comunale, si sono ripresentate puntualmente le gravi problematiche come l’intensa attività di spaccio di crack, nonché la presenza di folti gruppi di stranieri spesso dediti al bivacco o alle molestie nei confronti di passanti e turisti. Archiviato il periodo delle feste, la zona sembra di nuovo territorio fertile per violenza e criminalità.


Spaccio e Malavita - Nelle ultime settimane i gruppi di spacciatori hanno ripreso l’attività bazzicando i giardini interni e i vialetti della piazza, alla luce del sole. Gli abitanti della zona continuano a segnalare il pericolo causato da una numerosa comitiva (in gran parte composta da stranieri) dedita alla vendita di droga, ma anche fonte di tensioni, principi di rissa, minacce a passanti e turisti. Il loro punto di ritrovo è ben individuato: ovvero, alle spalle del monumento ai caduti. Qui si radunano decine di giovani che acquistano e consumano il crack. «L’ allarme dei residenti è continuo», afferma il presidente del comitato di piazza Umberto, Lorenzo Scarcelli. «Molti cittadini, tuttavia, temono le conseguenze di esporsi perché in zona lo spaccio è radicato e condotto da soggetti molto pericolosi. Non c’è alcun dubbio che questi capannelli di varie etnie siano al servizio della malavita locale. Non a caso, spesso vediamo anche un paio di ragazze aggirarsi nei dintorni, come se controllassero qualcosa. Spesso litigano con passanti che si soffermano nella zona e soprattutto requisiscono i telefoni di chi prova a scattare una fotografia». Una piaga che proprio non si risolve, malgrado i numerosi appelli. «Ribadiamo la necessità di controlli dinamici e soprattutto continui», prosegue Scarcelli. «Altrimenti spacciatori, parcheggiatori abusivi o persone moleste spariranno per due giorni salvo poi ripresentarsi regolarmente. Così, non è immaginabile riportare le famiglie in una piazza che resta preda della criminalità».


Tornano i bivacchi - Nelle scorse ore, peraltro, sono state rinvenute coperte, cartoni e materassi in gran quantità. Persino una tenda (poi rimossa) e ammassi di indumenti ammassati vicino ad una valigia. «Il bivacco - prosegue Scarcelli - è un fenomeno che il sindaco Leccese ha combattuto fin dal suo insediamento e in effetti per mesi non si erano più visti materassi, cartoni e coperte. La tenda nel giardino, in particolare, è un’immagine diventata addirittura virale sui social network. Abbiamo immediatamente sporto denuncia e l’Amiu è intervenuta ripulendo tutto. Ma, come sempre accade, mezzora dopo, tutto torna come prima. Sarebbe gravissimo che si riprendesse a dormire in piazza perché aumenterebbe esponenzialmente il consumo di alcol e soprattutto il disagio subito da passanti e turisti che subiscono minacce e richieste di denaro».


Lettera al questore - I controlli non risultano costanti, così come i provvedimenti intrapresi finora sono insufficienti. «Abbiamo da tempo pronta una lettera indirizzata a prefetto e questore che, peraltro, è cambiato da poco: attendevamo che assumesse consapevolezza di quanto sia delicato il territorio. Il problema è di ordine pubblico. Il Comune non ha strumenti e forze per contrastarlo. Ma se non saremo ascoltati, siamo pronti ad una raccolta di firme da presentare agli organi competenti». Tavolini in primavera Una decina di attività, intanto, continuano a mantenere l’interesse per «allargarsi» con sedie e tavolini sulla piazza. Il locale Frulez ha già ottenuto la concessione ed è pronto ad allestire il suo spazio entro la primavera. A breve, inoltre, sono previsti confronti tra amministrazione, residenti e commercianti in vista della grande riqualificazione che, però, non dovrebbe partire prima della seconda metà del 2026. «Molti esercizi hanno assunto informazioni», conclude Scarcelli. «Scontato che Frulez possa fungere da apripista. Ma è fin troppo evidente che, se non si risolve il problema della sicurezza, in pochi lo seguiranno».

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