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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Bari, individuata la mega centrale degli «svuotacantine»

Area, mezzi e capannoni industriali sotto sequestro. Rifiuti pericolosi accatastati ovunque

Bari - Nonostante un primo sequestro, le attività illecite di un cosiddetto svuotacantine di via Buozzi sono proseguite fino a queste ore, quando si è conclusa la complessa operazione di polizia ribattezzata «Vintage».

Le indagini della Polizia locale sono iniziate un paio di mesi fa. Tre i diversi sequestri fatti tra la zona industriale di Bari e Modugno e il sito di via Bruno Buozzi. I reati ipotizzati a carico di tre persone sono gestione illecita di rifiuti e realizzazione di varie discariche abusive rinvenienti e collegati anche alle attività, sempre abusive, di «svuotacantine». Su una delle tre aree, in particolare, si sono concentrati gli accertamenti  della polizia, coordinati dalla Procura. In via Buozzi, per la precisione, l'attività illegale è andata avanti con accumulo di rifiuti pericolosi, in maniera organizzata e sistematica.

Per smantellare la zona  sono state impiegate 30 unità della Polizia locale, un Ufficio mobile e operatori specializzati con l'uso di droni. Sei le persone identificate, si tratta di cittadini rumeni ai quali sono stati notificati provvedimenti di espulsione ed allontanamento dal territorio nazionale. Sette gli autocarri messi  sotto sequestro.

Sigilli anche ai capannoni industriali interni all'area, pieni di rifiuti vari, compresa una porzione di terreno di proprietà di una società finanziaria francese, oltre ad una palazzina risultata abusivamente occupata. Nel compendio oggetto del sequestro è inoltre presente un'area scoperta di oltre 5 mila metri quadrati dove risultavano accatastati rifiuti RAEE (i piccoli elettrodomestici) disassemblati, rifiuti speciali e pericolosi, pneumatici e 5 cassoni scarrabili colmi di rifiuti speciali di ogni genere, compresi residui rinvenienti da attività di demolizione di fabbricati e bidoni con residui di vernici.

Sono stati nominati custodi giudiziari i due curatori fallimentari dell'azienda proprietaria della gran parte dell'immobile, mentre al vaglio della magistratura è l'aggravamento del quadro indiziario già a carico di tre degli indagati qualche mese prima. Sarà ora l'amministrazione comunale a valutare le future procedure per la complessa attività di bonifica del sito.

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