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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Palazzo S. Michele
a Bari vecchia
«riapre» alla città

VALENTINA NUZZACI

«Curare, promuovere, vigilare: l’amministrazione comunale crede in questi stessi valori che animano da sempre il Fai, Fondo Ambiente Italiano. Avere cura del proprio territorio, preservandolo e potenziandolo, è il sentimento che dovrebbe ravvivare l’animo di tutti i cittadini e non soltanto della Bari per bene, in apparenza minoritaria rispetto a quella porzione di cittadinanza rumorosa e impegnata costantemente a demolire la nostra città».

Così l’assessore alle Culture Silvio Maselli ha aperto nella Sala Giunta del Comune di Bari la conferenza stampa di presentazione dell’ultima iniziativa Fai, in cui la delegazione Fai di Bari, guidata da Rossella Ressa, ha spiegato i particolari della XXV edizione delle Giornate Fai di Primavera che si terranno sabato 25 e domenica 26 con l’apertura straordinaria di 700 luoghi in tutte le regioni italiane e di Palazzo San Michele per la città di Bari.

Oltre a Maselli e alla Ressa, che ha illustrato nel dettaglio l’iniziativa barese, sono intervenuti il presidente del Municipio 1 di Bari Micaela Paparella e il sovrintendente della Fondazione lirico sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari Massimo Biscardi.
Il complesso di San Michele - acquisito al patrimonio della Fondazione Petruzzelli - costituisce un insieme monumentale stratificato di notevole interesse per la presenza di strutture medievali e di dettagli settecenteschi subentrati con ristrutturazioni successive.

Un palazzo che sorge ai margini del nucleo antico di Bari, in strada degli Orefici, e che nacque nella prima metà del XVIII secolo sul luogo della chiesa e del monastero di San Benedetto.

Nel 1737 la congregazione dei Celestini acquistò il complesso monastico benedettino, un intervento che si tradusse nell’abbattimento della struttura medievale e nella ricostruzione di un nuovo edificio sviluppato su tre livelli. E nel 1797 nei locali del nuovo complesso furono ospitati re Ferdinando e il suo seguito, come commemora la lapide marmorea in corrispondenza della seconda rampa dello scalone centrale del monastero.

La Paparella ha sottolineato l’importanza di una macchina amministrativa efficiente: «Palazzo San Michele è un edificio storico che viene finalmente restituito alla cittadinanza dopo l’ottimo lavoro di restauro, terminato a novembre del 2016, di uno dei due edifici che il Comune ha dato alla Fondazione Petruzzelli per consolidarne il patrimonio».

La Ressa ha poi voluto ricordare le condizioni di decadimento strutturale in cui versava l’edificio nel 2010. Una condizione di degrado riportata dal noto fotografo barese Vincenzo Catalano, materiale che presto diverrà oggetto di una mostra fotografica.
Il prossimo weekend barese porta quindi la prestigiosa firma del Fai, tingendosi di arte e di cultura: dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 18 della giornata di sabato e dalle 10 alle 18 di domenica si potrà accedere a Palazzo San Michele a fronte di un piccolo contributo simbolico che servirà alla raccolta fondi che il Fai organizza ogni anno per il recupero dei tesori italiani. Nelle stesse giornate il progetto si muoverà parallelamente anche a Gravina in Puglia con la Chiesa di Santa Sofia, a Giovinazzo con il Casale Rufoli, ad Altamura con il Complesso monastico di Santa Chiara e a Monopoli con la Chiesa e il Chiostro del Monastero di San Martino. Le visite anche quest’anno saranno guidate dagli apprendisti ciceroni, studenti che a Bari provengono dal Liceo scientifico «E. Fermi», dal Liceo linguistico «Marco Polo» e dal «De Nittis-Pascali». Forte è quindi la presenza dei giovani coinvolti, anche grazie al Fai Giovani, istituito nella delegazione. (foto Luca Turi)

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