Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 01:13

Convegno fari italiani

Bari, nel faro di San Cataldo nascerà una casa

L’iniziativa nazionale è stata presentata alla Fiera del Levante

I fari italiani sono spesso poco conosciuti eppure sono ricchi di storie che meritano di essere narrate. Ad essi è stato dedicato il Convegno nazionale intitolato «Cammino dei Fari italiani» che si è tenuto a Bari nello Spazio 152 della Regione Puglia alla Fiera del Levante. L’iniziativa è partita dal Sud, ed in particolare dalla Puglia dove all’interno del Faro di San Cataldo a Bari nascerà la Casa dei Fari, prima in Italia, dove sarà raccontato con una serie di oggetti e di collezioni, il loro antico passato dalle vicende umane dei faristi, ai diari di bordo degli antichi fari, fino alle numerose storie letterarie e cinematografiche ispirate proprio da queste affascinanti strutture. Al convegno hanno partecipato istituzioni, esperti e docenti chiamati dal Politecnico di Bari per ripensare e quindi affrontare il loro cambiamento di destinazione d’uso e la loro riconversione culturale. Il tutto per un percorso unico di queste grandi lanterne. La Puglia quindi rappresenta il punto di partenza per questo nuovo progetto fatto di itinerari turistici e naturalistici innovativi, realizzati in una grande rete che collegherà cultura del mare e nuovi studi di storia dell’architettura che valorizzino il grande patrimonio dei fari italiani e transfrontalieri.

Ad aprire la tavola rotonda moderata da Enrica Simonetti, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno ed ispiratrice della Casa dei Fari, è stato Nicola Martinelli del Dipartimento DICAR del Politecnico di Bari. «Per la loro distribuzione territoriale, il loro rapporto storico con contesti cospicui del paesaggio costiero, molto spesso i fari costruiscono relazioni fondamentali con altri sistemi territoriali come quello delle torri costiere, delle fortificazioni litorali pre e post unitarie, dei siti archeologici, degli edifici religiosi in punti terminali dei Cammini di Pellegrinaggio, che devono la loro importanza all’indissolubile rapporto con promontori, falesie, isole, grandi e piccoli bacini portuali», ha affermato Martinelli. «Questa occasione di confronto multidisciplinare», ha proseguito Aldo Patruno, direttore Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, «non è estemporanea, ma è il risultato di un percorso avviato da tempo di valorizzazione di questo patrimonio di cui il Politecnico ha avviato una costruttiva attività di ricerca. Mettere in rete alcuni pezzi eccellenti di questa offerta immobiliare deve essere una componente essenziale dell’offerta culturale e turistica». «Il faro infatti», ha dichiarato Daniela Mazzucca, responsabile dei progetti di Cooperazione Territoriale Europea per l’area Turismo e beni culturali della Regione Puglia, «guarda la costa, ma come ponte verso l’interno e cioè per sviluppare il turismo che dal mare si sposta verso le zone interne come la Murgia ad esempio». L’attenzione sulla Casa dei Fari è stata sottolineata dall’assessore alle Culture e al Turismo del Comune di Bari, Silvio Maselli. «Sul Faro di San Cataldo come istituzione ci siamo mossi con l’ossessione di ricucire il rapporto tra la città e il mare. Da qui l’idea di realizzare una Casa – Museo che punti a rendere fruibile la struttura insieme al Parco di San Cataldo che manderemo in gara entro fine anno. La Casa inoltre ospiterà anche un’esposizione delle radio e dei primi strumenti che consentirono a Guglielmo Marconi di provare dalla sommità del faro le prime onde radio tra Bari e Bar».

Sull’importanza della fruibilità dei fari è intervenuto anche Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia. «È difficile avere un controllo della politica sulla bellezza, ma il nostro impegno, in questo momento in cui la Puglia sta vivendo il suo periodo migliore, è portare avanti il progetto del Cammino dei Fari, per rendere questi beni immobiliari mete di passeggiate che contribuiscono allo sviluppo del turismo, l’industria più redditizia del mondo». «Il nostro Paese va riscoperto nella cura del dettaglio e i cammini possono rappresentare un momento di ripresa di un rapporto più forte con il territorio, quali cammini culturali verso una prospettiva turistica», ha detto Paolo Piacentini del MIBACT. «Il faro con il suo linguaggio muto che può essere capito in tutto il mondo è anche paesaggio e storia», ha detto Enrica Simonetti. E sui cenni storici si è soffermato Giulio Carafa, Comandante della Marina Militare. «Dal 1910 la Marina Militare ha in carico la cura e il coordinamento dei fari italiani che costituiscono una infrastruttura viva in ammodernamento e in espansione. Per questo piuttosto che parlare di dismissione dobbiamo parlare di riqualificazione».

All’incontro sul Cammino dei Fari italiani hanno preso parte fra gli altri, Giusepppe Carlone, DICAR Politecnico di Bari, Michele Montemurro, Francesco Menna, sindaco di Vasto, Paolo Maffiola, presidente Ordine Architetti Bari, Giorgio Rocco, direttore DICAR Politecnico Bari, Donatella Cialdea, Comitato tecnico scientifico per il paesaggio MIBAC-CUN, Giancarlo Gambardella, direttore Task Force valorizzazione e dismissioni immobili non residenziali, Vincenzo Capobianco, direttore Regione Puglia e Basilicata dell’Agenzia del Demanio, oltre ad esponenti dell’Università Federico II di Napoli, dell’Università degli Studi Gabriele d’Annunzio Chieti-Pescara e delle Università di Palermo e di Sassari-Alghero.
Il convegno è proseguito con workshop tematici su riconversione e valorizzazione, architetture storiche e paesaggi culturali, idee per un Cammino dei Fari italiani e buone pratiche sui fari tra cui le relazioni dell’architetto Mauro Saito sul progetto per il faro barese di San Cataldo e di Gabriella Caruso di «Donne in corriera» sulle gite ai fari e la presentazione della pièce teatrale di Francesco Scotto, La guardiana del faro. (Foto Nicola Amato)

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