Ali e radici
«Ima», quel senso dell’età... in musica
«Ima», in giapponese, descrive un punto di equilibrio tra passato e futuro. Non è un caso la scelta del contrabbassista barese Giuseppe Bassi di titolare Ima il suo nuovo disco
L’approdo all’età matura è spesso sinonimo di bilanci, ma anche e soprattutto del raggiungimento di un equilibrio interiore che è in un certo senso il succo delle esperienze fatte, degli errori commessi o, più in generale, delle lezioni apprese dalla vita e l’antica parola «Ima», nella lingua giapponese, sta appunto a descrivere quel punto di equilibrio tra passato e futuro che implica la consapevolezza del presente con tutte le sue potenzialità.
Non è un caso se il cinquantaquattrenne contrabbassista barese Giuseppe Bassi abbia scelto proprio «Ima» come titolo del suo nuovo disco, da poco edito dalla salentina Dodicilune. Perché se è vero che il destino orienta le nostre vite ben oltre le nostre previsioni, il Giappone ha finito per occupare un posto sempre più importante e profondo nella vita di Bassi: non una semplice suggestione d’Oriente o una passione per la sua cultura, ma una vera e propria vicinanza spirituale che affonda le radici nel disastro seguito allo tsunami del 2011, allorché la centrale nucleare di Fukushima venne coinvolta in un incidente che contaminò tutta la zona circostante.
Con viaggi ripetuti spesso anche a rischio della propria incolumità, Bassi si recò in visita in quelle zone – fin dove era ovviamente possibile spingersi – partorendo innanzitutto il progetto «Atomic Bass», che voleva essere un piccolo, ma significativo tributo di solidarietà, cui oggi fa seguito appunto «Ima», le cui musiche in tutto o in parte, dovrebbero entrare a far parte del commento musicale di un documentario dedicato a quella tragedia. Per realizzare il disco, Bassi ha scelti dei compagni di viaggio di sicura efficacia come il sassofonista italo-argentino Javier Girotto, il pianista svedese Daniel Karlsson e il batterista romano Lorenzo Tucci per costruire un percorso compositivo condiviso, nel quale la figura del leader assume un ruolo paritario con quello dei partner, lasciando a ognuno la possibilità di aggiungere una tessera al mosaico sonoro. A sorprendere, tra l’altro, è la singolare sintonia con la quale i quattro musicisti scelgono una ideale poetica della pacatezza, rinunciando per una volta a quell’imprinting jazzistico nel quale sembra che il ritmo, l’urgenza espressiva, debbano essere necessariamente vissuti con un approccio quasi muscolare. La musica scivola allora leggera e seducente, talvolta addirittura melensa, abbracciando una ideale compostezza espressiva che sembra discendere direttamente dalle più antiche discipline orientali. La scaletta si apre e si chiude con «So» e «Ima», due temi a firma della talentuosa pianista giapponese Sumire Kuribayashi, con la quale Bassi ha avuto modo di collaborare anche in tournée. Il Nostro poi firma solo tre brani, la ballad «Best Cafè Near Your Home», dalle atmosfere dolcemente malinconiche, il cantabile «I Will Touch You» e il danzante «Cattiva Lullaby», forse il brano più vivace dell’intera registrazione. Di «Broken Pen» di Karlsson si apprezza il quieto crescendo emotivo, mentre in «Tutto» di Tucci il sax soprano di Girotto si libra con la sua voce a tratti sottile e pungente. Dal respiro cinematografico è poi il tema del ternario «La Chanson de Helene» del francese Philippe Sarde, ammantato dai colori andini della quena (un flauto dolce sudamericano) di Girotto, che è anche l’autore del dolente «Sueño», un suggestivo canto notturno.
Della maestria esecutiva è quasi inutile dire: Bassi (nomen omen) è un contrabbassista «da esportazione» e lo dimostra con una padronanza strumentale, un lessico espressivo che discendono dalla più prestigiosa scuola del jazz americano; Girotto coniuga colori mediterranei e temperamento latino, riuscendo a imprimere al sax soprano una sonorità originalissima; Karlsson si inserisce autorevolmente nel filone del pianismo nordico; Tucci sa interpretare il senso del ritmo con precisione e fantasia, dando il giusto peso a ogni colore percussivo.
La presentazione ufficiale di «Ima» è in programma a Bari il prossimo 7 marzo all’hotel Nicolaus nell’ambito della 33ma Rassegna di Alta Fedeltà «Bari Hi-End».