Nel darne notizia con un comunicato, il responsabile della Comunità di Sant'Antonio, Riccardo Losappio, ricorda che in occasione della presentazione del volume il rabbino Rav Shalom Bahbout terrà una lectio dal titolo «Gli Ebrei, l’umanità e Amalek». Successivamente il baritono e narratore Angelo De Leonardis leggerà stralci del libro, e il quartetto d’archi I Suoni del Sud e il soprano Anna Maria Stella Pansini eseguiranno musiche tratte dal cd allegato. Al pubblico sarà inoltre offerto un buffet kasher.
Amalek, discendente di Edom, è stato – ricorda la nota – il più spietato nemico del popolo ebraico dopo il passaggio del Mar Rosso e il più vigliacco, poichè attaccò Israele non sul fronte (dov'erano i più giovani) ma nelle retrovie (dove si attardavano anziani, donne e bambini). Il Terzo Reich è stato - si ricorda ancora nella nota – il nuovo Amalek della storia e il più spietato nemico della popolazione ebraica d’Europa, ma fecero entrambi una 'misera fine'.
Grazia Tiritiello nel suo libro racconta la storia di Jakov Gheler, un ingegnere edile di Lodz, combattente della Resistenza nel ghetto di Varsavia che al tramonto della vita ha soltanto un desiderio: tornare in Eretz, lo Stato di Israele. Nata a Barletta nel 1961, Grazia Tiritiello è presidente dell’Istituto Musica Judaica di Barletta e responsabile artistica delle Mostre Terezìn e Lunga vita alla Vita! tenute con ampio successo di pubblico e critica in numerose città. Direttore di scena dello spettacolo teatrale Brundibàr di Hans Kràsa, appartiene alla Comunità ebraica di Napoli. Autrice dei Lunari ebraici di Trani 5766 e 5767, è coautrice del libretto dell’opera in 2 atti Misha e i Lupi di Francesco Lotoro; con quest’ultimo ha scritto il libro Gli Ebrei nel Terzo Reich (Rotas, 2004) e l’Album fotografico Brundibár - Theresienstadt 1943 (Rotas, 2007). Attori e uomini di teatro come Arnoldo Foà, Michele Placido, Milo Vallone e Pino Bruno hanno già prestato la propria voce narrante del suo libro Ricorda cosa ti ha fatto Amalek. Insomma una serata da non perdere per poter confrontarsi con una realtà spesso non considerata adeguatamente.
















