Il caso
Porto Cesareo, blitz contro il bracconaggio: sequestrati 800 ricci di mare
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Pescatore di frodo sorpreso nell’Area Marina Protetta, i ricci rigettati in mare e mezzi da immersione sequestrati
Un’operazione della Guardia Costiera di Gallipoli – Ufficio Locale di Porto Cesareo ha portato al sequestro di 800 ricci di mare raccolti illegalmente da un pescatore di frodo di 41 anni, residente a Leverano, già noto alle autorità per precedenti specifici.
L’uomo operava con immersioni notturne utilizzando bombole e respiratori, pratica vietata, e occultava il pescato in aree isolate prima di sbarcare nel porto. I suoi movimenti erano però monitorati da giorni tramite il sistema di videosorveglianza dell’Area Marina Protetta. Grazie alla stretta collaborazione tra l’Ente e la Guardia Costiera, è stato possibile ricostruire i suoi spostamenti e fermarlo.
Al momento del controllo, i 800 ricci erano ancora vivi e sono stati immediatamente rigettati in mare, restituendo la risorsa all’ecosistema. Per il pescatore è scattata una sanzione amministrativa di 2.000 euro, mentre sono stati sequestrati mezzi ausiliari di respirazione e attrezzi da pesca.
L’operazione rientra nel contesto di massima vigilanza sulla tutela del litorale e della biodiversità. In Puglia la raccolta di ricci di mare è vietata fino al 5 maggio 2026 e, nell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, ogni prelievo può configurare reati penali. La Guardia Costiera ha confermato che le attività di controllo proseguiranno con le moderne tecnologie di monitoraggio, per garantire il rispetto delle norme e la salvaguardia dell’ecosistema marino.