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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Carmiano (Lecce)

«La sclerosi? La curo ballando»
La malattia non ferma Ivan

Il primo ballerino al mondo malato di sclerosi multipla arriva questa sera a Carmiano, per una "sfida" di danza contro l'ex allievo di Amici Orion Pico

CARMIANO (Lecce) - «Mi svegliai una mattina, non vedevo più dall'occhio destro e avevo perso sensibilità in quasi metà del corpo», così comincia la storia di Ivan Cottini, 34 anni, che da quasi cinque convive con una forma molto aggressiva di sclerosi multipla. Questa sera lui e Orion Pico, allievo dell'ultima edizione di Amici, saranno in Piazza del Tempo a Carmiano (Le), per una 'sfida' di danza, organizzata dall'Ecole de Danse di Ninfa Fersini. Ma Ivan la sua partita la vince ogni giorno: «Non ballavo prima di ammalarmi, ma oggi la danza per me è una cura. Il futuro è un punto interrogativo. Dopo la diagnosi, per otto mesi mi sono cancellato dai social, ero diventato uno scheletro, non avevo voglia di vivere. Oggi mi alleno quattro ore al giorno per mantenere la tonicità muscolare, non vedo da un occhio, non sento da un orecchio, ho perso la sensibilità della gamba destra e di quattro dita della mano sinistra, ma sono ancora qui e cerco di mandare messaggi positivi alla gente che mi segue».

L'allenamento più grande, tuttavia, ce l'ha in casa, nelle Marche, ed è la figlia Viola, due anni e mezzo: «È la mia gioia più grande. Per averla ho rinunciato a cicli di cure e ho dovuto rivedere il mio piano terapeutico, ma rifarei tutto. È un terremoto, non sta mai ferma, corre e salta dappertutto, quando gioca con me si diverte a truccarmi e a mettermi lo smalto. Spero tanto di vederla crescere». Non è arrabbiato con la vita, Ivan, che prima di ammalarsi faceva il modello e aveva uno stile di vita frenetico: «Dormivo un giorno sì e due no, quando ho cominciato ad avvertire i primi sintomi pensavo di avere solo bisogno di riposo. So cosa significa perdere tutto, ma oggi sono qui, a raccontare la mia storia, con le parole, ma anche con la danza. E l'insegnamento più grande che mi ha dato la vita, è che non bisogna mollare, mai!»

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