il personaggio
GAZZETTA TV «Da 5 generazioni vendiamo casalinghi ai baresi: con le padelle dell’assassina non temo l’Ikea»
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«Sono stato il primo a sfruttare il boom dell'assassina per vendere le padelle ad hoc, la gente in ferie dal Nord viene da me per comprarle»: la storia di Giuseppe Ferrari, proprietario dello storico punto vendita nel quartiere Libertà
Non basterebbe un'ora per ascoltare le storie di Giuseppe Ferrari, commerciante di prodotti casalinghi, uno degli ultimi «vecchio stampo» a Bari. «Ferrari, come la macchina da corsa» scherza l'uomo, classe 1946, immerso nei prodotti casalinghi della sua attività in via Brigata, nel quartiere Libertà. Un'attività che va avanti da cinque generazioni, partita da Bari Vecchia e poi trasferita in quella periferia che, all'epoca, «non aveva nulla - racconta -: oggi invece c'è traffico, palazzi grandi...faccio fatica a immaginare una via interdetta alle auto». Giuseppe, in vena un po' di polemica, si riferisce alla cantierizzazione del Bus Rapid Transit, che ha causato malumori tra i commercianti di via Brigata (tanto che è stata indetta una raccolta firme per fermare il progetto).
Ma lui, alla sua età, non si abbatte e continua a lavorare con la stessa passione del primo giorno: «Mi alzo ogni giorno alle quattro del mattino, c'è sempre da fare. Quello che ci differenzia dalle multinazionali come Ikea è il rapporto diretto con il cliente, li consigliamo e li guidiamo nella scelta dei prodotti (tutti di aziende italiane)». Tra questi, il suo pezzo forte: «Sono stato il primo a sfruttare il boom dell'assassina per vendere le padelle ad hoc, spesso gente in ferie dal Nord viene appositamente da me per comprarle. Racconto loro come olearlo, come tenersene cura...La gente ci ama e ci rispetta».
La storia dell'attività (che da sempre commercia prodotti casalinghi) inizia da Bari Vecchia e attraversa cinque generazioni. «Mio nonno morì giovane lasciando 11 figli, lui vendeva i suoi prodotti per strada, con le signore che si affacciavano per strada. Io ho lasciato la scuola a 12 anni per aiutare mio padre, ho trovato vari espedienti per evitare il militare...Viaggiavo fino al Gargano per vendere i nostri prodotti».
E proprio nei suoi viaggi di lavoro, a San Giovanni Rotondo ha conosciuto sua moglie, Maria Pia De Bonis, che lavora in negozio con lui. «Mia madre chiese a San Michele, a Monte Sant'Angelo, la grazia di avere il figlio maschio. Poi da quelle parti ho conosciuto mia moglie. Se non è destino questo...». Lei, la signora De Bonis, si è sposata a 20 anni e da allora ha abbracciato la sua nuova vita barese. Anche lei veniva da famiglia di imprenditori (suo padre, racconta la donna, ha «sigillato la bara di Padre Pio ed era ancora in vita quando lo riesumarono»). E per questo forse era pronta ad andare a braccia aperte verso il suo destino, una vita fatta di sacrifici e duro lavoro ma anche tante soddisfazioni.
E il futuro? «Non so se la mia attività continuerà, ho due figli e se vorranno potranno prendere in mano le redini del mio negozio. Ma altrimenti...tutto ha una fine. Non siamo eterni».