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Barletta, una panchina rossa per Elisa Claps. Il fratello: «C'è ancora tanto da fare contro stalking e femminicidio»

Redazione online (Video Calvaresi)

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Il monito, specie per i più giovani, al rispetto delle donne . Gildo Claps: «La panchina dell’associazione Divine del Sud è un momento di memoria per le tante vittime che la cronaca purtroppo ci continua a restituire»

«Elisa era una ragazza di 16 anni con tanta ingenuità e che purtroppo è finita in una trappola mortale: ha incontrato il suo assassino senza aspettarsi ovviamente la fine tragica che le è toccata. Trenta anni fa non si parlava di stalking, non si parlava di femminicidio ma Elisa è stata esattamente vittima di tutto questo». Lo ha detto Gildo Claps parlando a Barletta della sorella Elisa, la giovane donna lucana assassinata nel 1993 e il cui corpo fu ritrovato nel sottotetto della chiesa della SS. Trinità di Potenza, dopo 17 anni.

A Barletta l’associazione Divine del Sud ha dedicato a Elisa una panchina rossa che vuole essere un monito, specie per i più giovani, al rispetto delle donne. Per Claps la panchina «è un momento di memoria per le tante vittime che la cronaca purtroppo ci continua a restituire ma credo che sia anche una attenzione in un Paese che comincia a fare i conti con una cultura che va assolutamente superata». «Dobbiamo riflettere su quanto sta accadendo - ha aggiunto Claps - a Elisa è successo più di 30 anni fa ma c'è una scia incredibile di donne vittime di femminicidio. Ritengo sia importante che si ricordi ma al tempo stesso che si rifletta su quanta strada ancora c'è da fare».

Fondamentale nell’aver vissuto la tragedia di Elisa «è stata mia madre: un guerriero in un corpo da bambina che ci ha tenuto uniti e che può essere considerata la mamma di un intero Paese», ha continuato. «Spero davvero che questa questi anni che sono passati non siano passati invano e che si riesca davvero ad arginare questo terribile fenomeno», ha concluso.

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