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Autismo e cure dentali, ecco le storie dal Pediatrico: quando l’unica possibilità per curarsi è la sanità pubblica

carmen palma (Video donato fasano)

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A Bari c’è l'unico ospedale pediatrico del Sud con un servizio configurato sotto forma di unità operativa semplice di odontoiatria pienamente convenzionato con il SSN: «Qui puntiamo sulla famiglia, non solo sui pazienti»

«Quando mio figlio Andrea, autistico, si sedeva sulla poltrona del dentista, ogni volta aveva paura. Lui è non verbale ed effettuare le prestazioni diventava molto difficile. La situazione nel frattempo si complicava, ha dovuto effettuare due interventi in una struttura privata. La mia salvezza? È stato il Giovanni XXIII». Quella dell’ambulatorio di odontoiatria pediatrico dell’ospedaletto barese è una delle storie di buona sanità che meritano di essere raccontate, soprattutto perché porta alla luce una comunità silente: quella dei bambini con bisogni particolari che non hanno altra scelta che affidarsi alla sanità pubblica. Perché in gioco entrano più discipline, più competenze e più strumenti che, altrove, nemmeno a pagamento troverebbero.

È un mondo che va controcorrente, in un certo senso. In Italia, secondo gli ultimi dati Istat, una persona su 10 rinuncia alle cure dentali per condizioni economiche o liste d’attesa troppo lunghe. Al Sud, le famiglie che vi rinunciano sono il triplo. Inoltre, la spesa odontoiatrica rappresenta circa il 4% della spesa sanitaria complessiva, un dato inferiore alla media europea, ma pesa maggiormente sulla spesa primaria. 

In un Paese quindi dove i cittadini si rivolgono direttamente al privato o rinunciano del tutto alle cure dentali, a Bari c’è l'unico ospedale pediatrico del Sud con un servizio configurato sotto forma di unità operativa semplice di odontoiatria pienamente convenzionato con il SSN, diretta dal professor Massimo Corsalini. E infatti molti pazienti vengono da fuori provincia e regione. Certo, i Lea restano stringenti e ad essere trattati sono soprattutto i pazienti con bisogni speciali o socialmente vulnerabili, ma il lavoro è molto più ampio di questo.

«Un minimo di lista d’attesa sui trattamenti c’è - spiega la dottoressa Luisa Limongelli -, parliamo di una settantina di pazienti, vale a dire due-tre mesi, non tanto per mancanza di personale quanto per mancanza di materiali (un problema che recentemente abbiamo risolto) e per la disponibilità di poltrone in ambulatorio. E poi facciamo molte consulenze, perché la salute dell’apparato orale è collegata a tante altre problematiche di competenza di altre unità».

Tornando ai pazienti con bisogni speciali: «Con i bambini poco collaboranti - spiega Limongelli - adottiamo misure particolari per rilassarli, dalla sedazione all’impiego di tecnologie avanzate di visori, con la musica…Vorremmo poter fare di più, ma siamo comunque limitati dal dover adeguarci a delle leggi che per l'odontoiatria sono ancora enormemente stringenti».

«Mio figlio è stato accolto e messo a suo agio con dei training in poltrona - racconta ancora la madre di Andrea, uno dei piccoli pazienti da Barletta -. Mi sono sentita sostenuta, confortata, hanno tanta pazienza e riescono ad entrare in connessione con questi bambini un po' fragili, ma anche tanto ricchi di amore».

La famiglia è parte integrante del percorso svolto nell’ambulatorio. Basti pensare anche al fatto che qui vengono accolte le donne per l'allattamento al seno, poiché è stato realizzato un protocollo (il primo in Italia, seguendo l'esempio del Brasile) per i bambini che vengono sottoposti in maniera estremamente precoce a frenulectomia: «Noi puntiamo molto sulla famiglia e sui cosiddetti caregivers perché la prevenzione è tutto. Purtroppo manca una corretta informazione alle buone abitudini di igiene dentale, che dovrebbe passare soprattutto dal pediatra. In Puglia nelle scuole non c'è un progetto di prevenzione, ci stiamo provando noi  con la scuola di specializzazione in odontoiatria pediatrica: stiamo costruendo questi figure che dovrebbero essere preposte a spiegare ai genitori come si gestisce una dieta a contenuto ridotto di zuccheri e lo spazzolamento orale»

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