Politica
Il tour di Conte a Bari, accolto dalla banda: «Il candidato Patruno è un'eccellenza» VIDEO
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Oltre all'ex dirigente regionale (capolista barese) c'erano il vicepresidente M5s Mario Turco e l'assessore comunale Nicola Grasso. Altri appuntamenti nei comitati elettorali
«La ragione per cui il Movimento 5 stelle ha candidato Patruno, uno di quegli innesti esterni come abbiamo fatto anche in passato, è perché noi cerchiamo le eccellenze, nel segno ovviamente di azioni in piena onestà, trasparenza e legalità. Quindi se in Puglia c'è un dirigente che ha fatto bene il suo dovere, che non ha sprecato i fondi come spesso si fa nelle varie regioni d’Italia, e lo ha fatto rilanciando ovviamente il settore culturale del turismo della Puglia, per noi è un’eccellenza. Si è dimesso, ha separato quello che era prima, e oggi noi gli chiediamo di progettare insieme a noi il futuro migliore per la cultura, per il turismo della Puglia, per il cinema e per lo spettacolo. È un valore aggiunto e francamente sono polemiche di cui non capisco né le motivazioni né nelle finalità». Lo ha detto a Bari il leader del M5s, Giuseppe Conte, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano di commentare alcune polemiche sulla candidatura a consigliere regionale con il Movimento di Aldo Patruno, ex direttore generale del dipartimento Cultura della Regione Puglia. Le critiche riguardano, tra l’altro, alcuni milioni di euro erogati dalla Regione a operatori culturali prima che si dimettesse. Patruno ha spiegato di avere solo fatto «il suo mestiere» cioè "spendere tutti i fondi strutturali che vengono assegnati al dipartimento».
«Il governo Meloni si preoccupa, sulla giustizia, di rendere intoccabili i politici. Ritorniamo alla casta. Ma non si preoccupa del crollo dei salari reali, della pressione record fiscale, e neppure del fatto che solo in questo mese di ottobre sono aumentati del 40% gli sbarchi dei migranti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ormai abbiamo sfondato i trecentomila migranti sbarcati negli ultimi tre anni. Allora dico: avete fallito su tutto, caro governo Meloni, però non fallite mai quando si tratta di tutelare voi stessi». Lo ha detto il leader del M5s, Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti a Bari a margine di un appuntamento della tre giorni del tour elettorale in cui è impegnato da ieri in Puglia.
«Non si può governare con la retorica, dire che in questo momento il governo è assolutamente per i sì, mentre invece la magistratura è per i no. E' completamente sbagliato perché la Corte dei conti esprime solo un visto di legittimità» che «è previsto dalla Costituzione. Quindi una presidente del Consiglio che dichiara in Tv che c'è una invasione della giurisdizione vuol dire che non conosce l'abc, che non sa neppure di che cosa stia parlando». Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte parlando con i giornalisti del Ponte sullo Stretto oggi a Bari a margine di un incontro elettorale.
«Il visto di legittimità - ha aggiunto - è dovuto, la Corte dei conti fa il suo dovere ed è un organo addirittura ausiliario del governo. I magistrati contabili stanno spiegando al governo guardate che questo progetto è fallace, questo progetto è carente sul piano dei rischi ambientali, sismici, sul piano della copertura della spesa, sul piano del rispetto delle procedure. Quindi il governo dovrebbe dire grazie Corte dei conti, abbiamo evidentemente frettolosamente operato, adesso ci facciamo una riflessione anche alla Commissione europea che ha segnalato già tante criticità».
«Il sud - per Conte - non ha bisogno di visioni megalomani di qualche ministro, il sud ha bisogno di progetti concreti. Quei 13 miliardi e mezzo che sono destinati a lievitare, pensate quante infrastrutture» si potrebbero realizzare, «che sono assolutamente necessarie per il sud. Qui dalla Puglia per raggiungere la Calabria e la Sicilia come si fa, il sistema aviario, ferroviario è carente». «E allora - ha concluso - buttare tutti quei soldi perché il ministro di turno vuole passare alla storia, piuttosto invece passi alla cronaca dei disservizi dei ritardi dei treni delle infrastrutture che non ci sono, e di un sistema viario che dovrebbe essere potenziato con tutti quei soldi».
«Noi siamo assolutamente coerenti, fermi, a degli obiettivi ben dichiarati agli elettori. A Taranto, quando si è votato l’ultima volta, non siamo andati col Pd perché il Pd ha preso un’altra strada e secondo noi era completamente sbagliata. E siccome non c'erano le condizioni per andare insieme non ci siamo andati. Continueremo ovviamente a lavorare per una transizione che sia sostenibile, che sia ambientale, che sia una tutela vera dei cittadini». Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte parlando con i giornalisti a Bari a margine di un incontro elettorale.
«A Taranto - ha proseguito - hanno tanto sofferto perché si sono ritrovati di fronte al dilemma: che facciamo ci garantiamo un lavoro oppure ci garantiamo la salute? Ecco, questo è un dilemma di fronte al quale i cittadini non devono essere mai posti». «Quindi - ha concluso - la nostra presenza, la nostra garanzia, sia per quel che facciamo a Taranto sia per quel che facciamo in Regione, è che il futuro dei tarantini sia se nel segno del coniugio tra salute e lavoro».
DECARO MIGLIORE INTERPRETE PROGETTO POLITICO COMUNE
«Abbiamo ritenuto, valutando ovviamente le condizioni concrete e politiche, che Decaro fosse il migliore interprete per questo progetto politico. E qui vedete anche la generosità del Movimento che non pensa solo a se stesso, perché avevamo anche risorse interne e assolutamente validissime». Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte a Bari per un tour elettorale in vista delle elezioni regionali in cui il M5s sosterrà il candidato presidente del centrosinistra Antonio Decaro.
«Noi - ha ricordato - siamo usciti da una giunta regionale (quella guidata da Michele Emiliano, ndr) dove eravamo assolutamente con posti anche di rilievo, con assessorati. Abbiamo fatto un sacrificio per dare un segnale e per essere coerenti rispetto ai cittadini». «Quando prendiamo un impegno e diciamo che garantiamo legalità e trasparenza - ha concluso - per noi non sono chiacchiere. Quel sacrificio che abbiamo fatto ieri oggi ci ripaga del protagonismo che abbiamo in questo progetto politico».
Conte decise che i pentastellati dovessero uscire dalla giunta dopo l’inchiesta Codice interno nel 2024 sui casi di voto di scambio politico-mafioso al Comune di Bari nel 2019. Poi un’assessora regionale del Pd fu indagata per corruzione elettorale e per questo si dimise dal partito e dall’incarico.
«Ci aspettiamo - ha detto Conte - che questo progetto politico che abbiamo presentato e di cui ci sentiamo protagonisti, insieme ad altre forze politiche con Decaro, possa avere il gradimento dei cittadini degli elettori e poi che il giorno dopo si possa subito lavorare in modo pragmatico rispetto a una programma che ha degli obiettivi ben definiti, molto chiari, molto dettagliato e che possa rilanciare il percorso che sta facendo questa regione. Una regione del sud che non vuole auto rassegnarsi a rimanere un fanalino di coda. Una regione che vuole mostrare tutta la sua operosità».
«Dobbiamo difendere e sostenere il tessuto produttivo - ha evidenziato - dobbiamo creare opportunità di lavoro. Oggi c'è un crollo in tutta Italia del sistema produttivo: 31 mesi su 34 di governo Meloni c'è un tracollo della produzione industriale. Quindi c'è bisogno di sostenere gli imprenditori, famiglie e cittadini che non ce la fanno ad arrivare a fine mese, ma creando delle opportunità di lavoro e potenziando anche quelle che sono le politiche attive del lavoro. E voi sapete che le politiche attive sono in mano alla Regione e quindi è qui che si rafforzano i centri dell’impiego, che si progettano i corsi di qualificazione professionale».
«Dobbiamo - ha concluso - e siamo qui oggi anche per questo, lanciare un grande messaggio: questa è una terra che ha una grandissima vocazione turistica e noi vogliamo un progetto non solo per il turismo fine a se stesso ma un progetto culturale che comprenda anche il turismo. E questa terra ha tutte le caratteristiche per fare sempre meglio il tutto ovviamente nel segno della legalità e del rinnovamento».