Mercoledì 21 Novembre 2018 | 10:37

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La candidatura a sindaco

Comunali a Taranto
spunta il giudice Fiore

ciro fiore

Tutti pazzi per Ciro. Se non si stesse parlando di un magistrato, di lungo corso peraltro, si potrebbe anche fare ricorso a quella frase così leggera. Eppure, con il passar dei giorni, si fa comunque sempre più netta la sensazione che su Ciro Fiore possa convergere una coalizione trasversale che poi lo candidi nella corsa verso il Municipio.
Il magistrato, attualmente in servizio al Tribunale per i minorenni e in passato giudice per le indagini preliminari alla Procura della Repubblica di Taranto, nel corso della sua vita ha avuto dei contatti con la politica. Per lui, infatti, non è un mondo estraneo tant’è che alle elezioni provinciali del 2009, avrebbe dovuto guidare un cartello alternativo all’alleanza trainata dal Pd che, invece, ricandidò il presidente Florido. Alla fine, fece un passo indietro e quell’area che aveva il suo perno nell’Idv di Antonio Di Pietro, poi puntò sull’ormai ex ufficiale della Guardia di finanza, Emanuele Fisicaro.
Il nome di Fiore, a dire il vero, non costituisce una novità assoluta. Era circolato, già qualche anno fa, quando alcuni settori della città pensavano (clamorosamente sbagliando) che Ezio Stefàno gettasse la spugna in anticipo. In quei tempi, di fronte ai primi contatti ricevuti, non nascose le sue perplessità nell’accettare una sfida di quella portata. I tempi, evidentemente, non erano maturi. Adesso, forse, qualcosa è cambiato se è vero che pezzi importanti della società tarantina l’avrebbero individuato come la figura di cui la città avrebbe bisogno per governare nel quinquennio 2017 - 2022.
L’esperto magistrato tarantino, secondo fondate indiscrezioni, sarebbe ben visto da ambienti vicini alle alte sfere ecclesiastiche ma anche da una parte dell’associazionismo laico. E qualche incontro, qualche contatto, ci sarebbe pure già stato ma non ancora tale, ovviamente, da far assumere la decisione che, in molti, si aspettano. È ancora presto, sia chiaro. E prima di ottobre o di novembre, non potrà esserci (per una serie di motivi) alcuna scelta formale in qualsiasi direzione. Eppure, l’indiscrezione da semplice “voce”, in una settimana, è già salita sul gradino più alto, quello della ipotesi che con il tempo assume forma e sostanza. Il terzo gradino, quello decisivo, farebbe lievitare l’ipotesi definita al rango di notizia ufficiale ma, per far questo, ci vorrà almeno un mese. Forse anche due.
Fiore, dunque, potrebbe attirare come una grande calamita una parte importante della borghesia tarantina ma, dal punto di vista più strettamente politico, chi lo potrebbe mai sostenere? I nove mesi che dividono Taranto dalle elezioni amministrative, rendono questa risposta ancora più difficile da fornire. Eppure, la logica (politica) porterebbe a disegnare uno scenario che vede il magistrato alfiere di una «grossa coalizione» (sul modello tedesco tanto per capirsi) in cui i partiti tradizionali potrebbero anche rinunciare ai propri simboli. Potrebbe, dunque, attorno a Ciro Fiore, formarsi un raggruppamento di ispirazione civica che faccia oscillare il suo pendolo da destra a sinistra passando per l’area moderata. In quest’ipotesi, quello che potrebbe avere maggiori problemi ad aderire ad un’impostazione simile è proprio il Pd. Ma molto dipendere dall’esito del referendum di novembre.

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