i nodi dell'acciaio

Ex Ilva, fari accesi dell’Ue e il pm entra in fabbrica: sopralluogo nel reparto in cui ha perso la vita Costantino

francesco casula

L'inquinamento dell'ex Ilva resta sotto i riflettori del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. È quanto emerge dal rapporto annuale che fotografa le azioni messe in atto dagli Stati membri l'anno precedente

L'inquinamento dell'ex Ilva resta sotto i riflettori del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. È quanto emerge dal rapporto annuale che fotografa le azioni messe in atto dagli Stati membri nel corso dell’anno precedente per garantire che le violazioni individuate e condannate dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo non si ripetano.

E se nel 2025 l’Italia ha risolto i problemi che hanno portato la Corte europea a condannare il Paese negli anni passati per la durata dei processi penali, facendo «progressi significativi» sul fronte della giustizia civile, e rafforzando «le garanzie legislative nella procedura di accertamento dell’età per i minori stranieri non accompagnati», su altre questioni, invece, la situazione resta ancora senza una risposta adeguata. Tra i diversi fascicoli, a cui se ne aggiungono naturalmente di nuovi, il comitato dei ministri sta sorvegliando con particolare attenzione, ormai da oltre cinque anni, i casi di violenza domestica e femminicidio e le misure che lo Stato deve adottare per assicurare che non si ripetano fatti come quelli avvenuti nella Caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova: a questi fascicoli si è aggiunto nel 2025 quello della Terra dei Fuochi, che l'organo sovranazionale ha esaminato per la prima volta all’inizio di questo mese, riscontrando che il governo ha già adottato una serie di misure importanti.

Sotto osservazione E, come detto, sotto osservazione resta lo stabilimento siderurgico di Taranto e in particolare gli atti dello Stato italiano per difendere la salute di residenti e lavoratori dalle emissioni della fabbrica.

A gennaio scorso il Consiglio d’Europa aveva...

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