CRONACHE DA PALAZZO
Taranto, asili nido e impianti sportivi: le grandi incognite del Bilancio
La seconda riunione della commissione Bilancio dedicata alla manovra finanziaria del Municipio è stata caratterizzata dall’offensiva degli esponenti della minoranza
Mossa a tenaglia delle opposizioni sul bilancio di previsione 2026 del Comune di Taranto. La seconda riunione della commissione Bilancio dedicata alla manovra finanziaria del Municipio, e in cui è stato nuovamente audito il Ragioniere capo Simone Simeone, è stata caratterizzata dall’offensiva degli esponenti della minoranza. Che, evidentemente, non hanno ritenuto sufficienti le rassicurazioni del presidente dell’organismo consiliare, nonché rappresentante della maggioranza, Luca Contrario (Pd).
Già, ma su cosa e chi è andato in pressing sul bilancio adottato dalla giunta Bitetti? Sostanzialmente, anche se con sfumature diverse, le dichiarazioni dei consiglieri di FdI, Vietri e Lazzaro, quelle di Azzaro “Riformisti” e di Tacente (“Prima Taranto”) possono essere tutte sintetizzate riportando quest’interrogativo: “Quali tagli sono stati apportati, e in quali settori dell’Amministrazione comunale, per mantenere i 9 asili nido sotto l’ombrello municipale e per non far perdere neppure un’ora di lavoro ai 161 addetti della Multiservizi?”. E a quest’interrogativo, riproposto più volte nel corso della riunione nonostante il Dem Contrario si sia sforzato di garantire che nessun servizio sarebbe stato sacrificato sull’altare degli asili, i consiglieri di opposizione hanno poi associato una richiesta specifica. “Considerato che il dirigente Simeone, giustamente, può fornire alla commissione solo i macro dati per area e non quelli sui singoli interventi – ha osservato Giampaolo Vietri (Fratelli d’Italia) – chiedo che vengano convocati, in audizione, tutti i dirigenti di ogni settore affinché ci dicano quali tagli siano stati effettuati”. In questo contesto, si è inserita inoltre la richiesta di Emiliano Messina (Udc), che ha sollevato il rischio che gli addetti della ditta impegnata nei lavori cimiteriali possano perdere parte del loro attuale monte ore. E anche su questo specifico aspetto, il dirigente della direzione Programmazione economico-finanziaria del Comune ha escluso riduzioni di spesa per i cimiteri, ma con onestà intellettuale ha rinviato una risposta più puntuale al collega della direzione competente.
E ancora, Azzaro e Lazzaro hanno riproposto (l’avevano già fatto nella seduta di venerdì scorso) il tema legato alla mancanza di risorse finanziarie previste in bilancio per la gestione dei 12 impianti sportivi interessati dagli ormai prossimi Giochi del Mediterraneo. Che, come ha ribadito Contrario, “ancora non ci sono perché l’Amministrazione comunale è in attesa che una società specializzata indichi il modello di gestione da attuare”. Tesi, però, che oltre Azzaro, Lazzaro non ha convinto neppure Tacente che ha evidenziato come “il Municipio dovrebbe stanziare almeno i soldi per la guardiania, la vigilanza e le utenze delle strutture sportive per evitare che, una volta realizzate, possano essere poi abbandonate al loro destino”.
Sempre dai banchi delle minoranze, Massimiliano Stellato (Forza Italia) ha chiesto al dirigente della Ragioneria “di far sapere alla commissione l’impatto sul bilancio della Rottamazione fiscale quinquies”. Che, non a caso, non è stata ancora varata benché, in teoria, ci sarebbe un consenso trasversale. Sul tema, il dirigente Simeone ha rimandato la questione ad un periodo compreso tra la fase successiva all’approvazione del bilancio e il Riequilibrio previsto, invece, a fine luglio. “Dobbiamo valutare bene... La misura prevede, nel caso in cui il Comune aderisse, che i contribuenti non in regola con il fisco non versino più le somme relative alle sanzioni e agli interessi. Che, nel bilancio 2026, sono pari (per quel che riguarda la Tari) a 3,4 milioni di euro. Questo significa che se, per assurdo, tutti i contribuenti aderissero il Comune perderebbe 3,4 milioni di euro. Per questo, invito a valutare bene”.
Infine, Gregorio Stano (M5s) ha posto la questione legata al Fondo crediti di dubbia esigibilità che, quest’anno, è pari a circa 36 milioni di euro. Questione legata del resto a doppio filo con la bassa riscossione di tasse e tributi comunali da parte dell’Amministrazione comunale, sottolineata peraltro dalla Corte dei conti.