la città

Taranto, esperimento fallito: i cassonetti intelligenti saranno tutti rimossi

fabio venere

I dati parlano chiaro: la percentuale di raccolta differenziata è rimasta ben lontana dai minimi di legge. Il Comune ora corre ai ripari

Addio ai «cassonetti intelligenti». La giunta Bitetti cancella una delle iniziative-simbolo adottate dall’ex sindaco Melucci, che su questo ha oggettivamente fallito. Si profila, dunque, una svolta evidentemente necessaria per uscire dall’impasse della raccolta differenziata e preparare così il capoluogo ionico alla vetrina internazionale dei Giochi del Mediterraneo 2026. Per la cronaca, con una recente delibera dell’esecutivo municipale, l’Amministrazione comunale di Taranto ha modificato sostanzialmente il contratto di servizi con Kyma Ambiente. Già, ma in che punto? I cosiddetti “cassonetti ingegnerizzati” (o intelligenti che dir si voglia), infatti, verranno prossimamente rimossi e sostituiti da contenitori stradali tradizionali, da sistemare nei quartieri Borgo e Città Vecchia.

La decisione, da quel che si apprende leggendo gli atti approvati, nasce da un’analisi davvero impietosa dei risultati ottenuti finora. Nonostante le premesse tecnologiche se così possono essere ribattezzate, l’applicazione del progetto originale (legato al contratto del 2020) non ha sortito gli effetti sperati. I dati, del resto, parlano chiaro: la percentuale di raccolta differenziata è rimasta ben lontana dai minimi di legge, rendendo necessari obiettivi ambiziosi per il prossimo triennio.

L’amministrazione, in effetti, punta ora a raggiungere: il 40 per cento di differenziata entro il primo anno; il 50 entro il secondo anno e il 65 per cento il terzo anno, in linea con le normative vigenti. Obiettivo ambizioso, forse troppo. A pesare sulla scelta sono state soprattutto le segnalazioni operative inviate da Kyma Ambiente il 17 dicembre 2025. Il gestore, in effetti, ha evidenziato al socio unico (il Comune di Taranto) una serie di problematiche che hanno reso il servizio inefficiente e costoso.

Ecco, riportate di seguito, le principali criticità rilevate: il mancato controllo degli accessi ha impedito di individuare i responsabili di conferimenti errati declassando, di fatto, il sistema potenzialmente molto tecnologico a una normale raccolta stradale; i frequenti danneggiamenti alle componenti meccaniche hanno causato lunghi periodi di fuori servizio delle attrezzature; lo svuotamento delle “campane ingegnerizzate” richiedeva mezzi dedicati e tempi operativi molto più lunghi rispetto agli standard e, infine, le ridotte dimensioni delle “bocchette” hanno spinto molti utenti ad abbandonare i rifiuti sulla strada, creando degrado e costi aggiuntivi di pulizia. Oltre alla necessità di migliorare le performance ambientali, la giunta comunale ha accelerato i tempi in vista dei Giochi del Mediterraneo 2026. L’evento sportivo internazionale, che vedrà Taranto protagonista, impone infatti un decoro urbano impeccabile e una gestione dei rifiuti celere ed efficace. Il gruppo di progettazione ha individuato nelle nuove postazioni stradali la soluzione più rapida per risolvere le criticità igienico-sanitarie attuali. Per la cronaca, l’operazione non graverà ulteriormente sulle casse comunali in modo imprevisto: la modifica rientra, del resto, nel campo di applicazione dei “Fondi Ecotassa”.

Privacy Policy Cookie Policy