ecco le azioni del Comune

Taranto, espropri e permute per i nuovi parcheggi

fabio venere

Da quel che la Gazzetta ha ricostruito i posti auto potrebbero essere disponibili entro la fine dell’anno. Fra le possibilità gli uffici tecnici comunali potrebbero espropriare per pubblico interesse terreni privati

Espropri, permute e gestione pubblico-privata. Sono queste le tre leve che l’Amministrazione comunale di Taranto azionerà a breve per fronteggiare l’emergenza parcheggi. E, del resto, solo questi tre canali potrebbero consentire di dare la giusta chiave di lettura all’intervento pronunciato nell’ultima seduta del Consiglio comunale, quello in modalità question time, dall’assessore alla Mobilità, Giovanni Patronelli. Che, rispondendo ad una mozione (poi ritirata) della consigliera del gruppo Misto, Bianca Boshnjaku, sorptrendendo un po’ tutti ha ipotizzato che il Comune, abreve, potrà essere in grado di realizzare ben 1.900 posti auto. Cifra notevole già di suo, ma che poi diventa esponenziale considerando che nelle intenzioni dell’esponente della giunta Bitetti quel dato non include i circa 320 parcheggi previsti dal silos in fase di progettazione nell’area della Stazione Torpediniere.

E allora, quali possono mai essere questi (quasi) 2mila posti auto e quando mai potrebbero davvero concretizzarsi? Da quel che la Gazzetta ha ricostruito, secondo alcune fondate indiscrezioni, questi nuovi posti auto potrebbero essere disponibili entro la fine dell’anno. Ma, pur importante fattore tempo a parte, come verrà raggiunto quest’ambizioso obiettivo?

Gli scenari, dunque, potrebbero essere tre e, peraltro, non è detto che uno escluda l’altro. In particolare, gli uffici tecnici comunali potrebbero espropriare per pubblico interesse quei terreni privati su cui poi, a sua volta, il Municipio potrebbe far realizzare e gestire dei posti auto da parte della sua azienda partecipata, Kyma Mobilità. La seconda via percorribile, anch’essa ovviamente prevista dalla legge, contempla la possibilità di attuare con il proprietario del terreno che interessa al Comune una permuta, che si concretizzerebbe dando al privato un’area delle stesse dimensioni, ma in un’altra zona della città. E, infine, la terza strada possibile, la terza leva da attivare, potrebbe essere quella di attuare una gestione pubblico-privata del terreno in questione secondo le modalità previste dalla legge. In quest’ultimo caso, ad esempio, verrebbe costituita una società tra il privato proprietario del terreno e Kyma Mobilità per gestire così l’area per 10 o 15 anni. E magari, se il privato non dovesse avere le risorse economiche per fare un percorso imprenditoriale di questo tipo, a sua volta, potrebbe o vendere l’area ad un imprenditore (che di certo gli riconoscerebbe più dell’indennità espropriativa comunale) oppure potrebbe reinvestire la stessa somma ottenuta dall’esproprio nell’ambito del Piano economico-finanziario (Pef) della struttura che verrà realizzata.

Intanto, proprio venerdì scorso 20 febbraio, sono scaduti i termini riservati alle imprese per rispondere alla manifestazione di interesse lanciata dal Comune per individuare proprietari di silos o autorimesse o terreni da prendere in affitto o acquistare, sempre per risolvere la madre di tutte le questioni: i parcheggi.

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