il problema
Erosione delle coste, a rischio San Vito e Lama: le mareggiate scavano sotto due strade tarantine
A monitorare la situazione, in particolare del “curvone” che costeggia via Faro a San Vito e il tratto costiero di via Girasoli a Lama, sono i comitati cittadini e i residenti
A San Vito come a Lama, la falesia è in forte pericolo. Il mare ogni inverno mangia lunghi tratti di spiaggia e costa, arrivando al manto stradale e alle abitazioni. Eppure tra i progetti appena approvati per la salvaguardia del litorale dall’erosione costiera della Regione Puglia, Taranto non c’è. O meglio non c’è ancora. «In questi ultimi dieci giorni – ha scritto sul suo profilo social l’assessore comunale all’Urbanistica, Giovanni Patronelli - sono stati eseguiti diversi sopralluoghi, la volontà è quella di costruire un percorso che porti alla messa in sicurezza di entrambi i tratti di costa».
A monitorare la situazione, in particolare del cosiddetto “curvone”, zona balneare che costeggia via Faro a San Vito, e del tratto costiero di via Girasoli a Lama, sono i comitati cittadini che si dicono fortemente preoccupati, così come i residenti. «È una situazione – ha dichiarato Ylenia Gallo, presidente della Proloco di Capo San Vito – che stiamo monitorando da tanto tempo e abbiamo sollecitato già tanti anni fa l’Amministrazione comunale ad attenzionare questi punti che, secondo noi, sono i più pericolosi ed esposti. Ultimamente con il comitato siamo andati in commissione Assetto del territorio per avanzare alcune richieste specifiche, perché abbiamo notato che la situazione di erosione costiera sta galoppando e diventa sempre più pericolosa. In particolare su questo tratto transitano mezzi pesanti come autobus e veicoli della Marina Militare. Un flusso veicolare notevole». Qui le mareggiate hanno scavato dei veri e propri buchi proprio sotto il tratto stradale da cui passano i bus della linea urbane e dove, soprattutto d’estate, il traffico si intensifica di giorno e di notte. Più avanti pezzi di scogliera si sono staccati.
In Puglia, l’erosione costiera è una sfida critica che interessa circa il 53 percento delle coste basse e sabbiose, un dato superiore alla media nazionale che supera di poco il 46 percento. Nel solo territorio di Taranto, secondo i dati dell’assessore Patronelli, si registra una perdita storica di circa 8.900 metri di litorale.
Da poco la Regione Puglia ha approvato i primi interventi strutturali contro questo fenomeno, destinando circa 16 milioni di euro, finanziati dal Programma Regionale Puglia Fesr-Fse+ 2021–2027, a interventi immediatamente cantierabili. Interventi che riguardano la costa bassa, spiagge sabbiose e litorali di ciottoli, e puntano a contrastare l’avanzamento del mare, tutelando arenili, infrastrutture, ecosistemi e attività turistiche. Qualche anno fa la Proloco di San Vito aveva presentato un progetto per la salvaguardia della falesia, a cui però il commissariamento straordinario del Comune non aveva permesso di andare avanti.
«Come residenti – spiega Gallo – siamo preoccupati. Il nostro comitato è composto anche da tecnici specializzati, abbiamo una geologa che ci sta fornendo una serie di informazioni che allertano ancora di più. Ci sono una serie di tematiche che andrebbero trattate in sinergia con la Regione. Ora siamo in contatto con il Comune, con l’assessorato all’Urbanistica e stiamo cercando di sollecitare una progettazione che vada subito ad intercettare risorse per trovare una soluzione».
La soluzione, secondo il comitato dei residenti, potrebbe essere la costruzione dei frangiflutti per fermare le violente mareggiate invernali, contestualmente alla messa in sicurezza della costa per sorreggere il manto stradale. Il tempo però stringe e la natura non perdona.